Acne

Cura dell'acne volgare o giovanile

Definizione

L’acne volgare o giovanile è una malattia estremamente frequente che senza predilezione di sesso insorge di solito alla pubertà. Essa è localizzata al volto (guance, mento, fronte), alle parti alte del dorso, meno frequentemente presternale. Malattia cronica ad evoluzione benigna è caratterizzata da un processo infiammatorio del follicolo pilifero e della ghiandola sebacea annessa. Le espressioni cliniche con cui si può presentare sono numerose (acne polimorfa) da più lievi a più gravi, anche se tutte a partenza da un alterazione di un follicolo pilifero e tra loro interdipendenti. Il gradino più basso delle espressioni acneiche è il comedone che può presentarsi sotto due aspetti diversi: - il comedone aperto che è una papula non infiammata, rotondeggiante, di pochi mm di diametro, centrata da un punto nero. La sua spremitura dà luogo alla fuoriuscita di un corpicciolo vermiforme biancastro. Il comedone è costituito da sebo misto a cellule cornee ed il colorito scuro della parte alta è dovuto alla presenza di melanina. - il comedone chiuso si presenta anch’esso come una papula di pochi mm (1-3) di diametro, di colorito bianco giallastro non rilevate sulla cute; è dovuto ad un follicolo ectasico pieno di sebo il cui orifizio, bloccato, non appare clinicamente evidente. La comparsa di un processo infiammatorio a livello delle formazioni comedoniche chiuse si manifesta sotto forma di papula a superfice eritematosa lievemente rilevata sul piano cutaneo. A tale processo può sovrapporsi una pustula che si presenta acuminata ed a base infiltrata; altre volte la pustula è più superficiale e senza infiltrazione di fondo, circondata da alone eritematoso. L’approfondimento del processo infiammatorio a livello follicolare dà luogo ad un nodulo, più o meno rilevato, a superfice eritematosa, dolente o a un vero e proprio nodo. In sede dermo-ipodermica si può costituire una formazione cistica, molle e fluttuante, rilevata, a superfice scarsamente eritematosa. Le lesioni profonde possono dare luogo a cicatrici. Tutte queste varie manifestazioni evolvono ora piuttosto rapidamente ora lentamente (nodi, noduli); alcune, come le cisti, a contenuto scarso, viscido, giallastro rimangono a lungo stazionare. Le varie lesioni possono prevalere in un singolo soggetto configurando espressioni acneiche diverse: acne puntata (comedonica), acne pustolosa, nodulare, cistica; mentre altre volte sono variamente frammiste. All’acne si associa lo stato seborroico (aumentata secrezione sebacea) più o meno evidente. La malattia evolve con gittate di nuovi elementi talora subentranti. Riacutizzazione del quadro clinico si osserva a seguito di traumi psichici o stati d’ansia come pure nel periodo premestruale.

Eziologia

L’insorgenza dell’acne in periodo puberale trova giustificazione nella dipendenza dell’attività funzionale sebacea dalle ghiandole endocrine. Intervengono sia l’ipofisi, prevalentemente grazie al rilascio di gonadotropine e ACTH, sia il testicolo, l’ovaio ed il surrene attraverso gli androgeni (che stimolano la secrezione sebacea) e gli estrogeni (che la inibiscono). Una breve considerazione meritano i rapporti tra seborrea ed acne; anche se esiste certamente un rapporto sia cronologico sia quantitativo (le forme acneiche più intense si associano ad una più elevata seborrea) non si spiega perché l’acne venga a cessare spesso spontaneamente verso il 20°-25° anno di età permanendo inalterate le medesime condizioni seborroiche. Altro fattore fondamentale è la flora microbica presente a livello follicolare. I microorganismi isolati a livello di comedoni (chiusi o aperti) e pustule sono i Proprionobacterium acnes, lo Staphylococcus epidermidis ed il Pityrosporum ovale. Questi agiscono attraverso i loro enzimi: alcuni (proteasi, ialuronidasi) alterano la parete follicolare, altri (lipasi) danno origine a sostanze tossiche e irritative a reazione infiammatoria che attraverso la parete alterata del follicolo diffondono nel derma circostante espletando l’azione infiammatoria. Nella loro costituzione le differenti espressioni acneiche seguono tappe successive: Si ha all’inizio la costituzione del microcomedone a livello del quale l’abnorme proliferazione cellulare può già di per se determinare la rottura della parete follicolare. Altrimenti l’aumentata secrezione sebacea porterà alla formazione del comedone che sarà chiuso o, dilatandosi la parte superficiale, aperto. Le successive alterazioni degenerative e necrotiche della parete follicolare, più o meno circoscritte, creano uno stato infiammatorio nel connettivo circostante; il richiamo di leucociti che circondano ed invadono il comedone è alla base della costituzione della pustola La rottura profonda di un comedone chiuso e la diffusione nel connettivo del suo contenuto e di elementi dell’epitelio sono il fondamento delle manifestazioni nodulari, nodose e cistiche creando un granuloma da corpo estraneo ed eventuale tendenza colliquativa.

Trattamento.

Il trattamento dell’acne giovanile è complesso e varia anche in riferimento alle diversità delle lesioni. -Nel trattamento per via generale posto prominente spetta agli antibiotici che espletano una azione evidente su tutte le varie espressioni dell’acne, esclusa l’acne comedonica. L’uso degli estrogeni con posologia tale da agire positivamente sull’acne è sconsigliabile in quanto promuove spesso fenomeni collaterali: lievi nelle donne, ben più gravi e talora irreversibili nell’uomo (ginecomastia, atrofia testicolare). Anche gli antiandrogeni con i quali da qualcuno sono stati riferiti buoni risultati provocano nell’uomo effetti collaterali (ginecomastia). I preparati corticosteroidei, gli ansiolitici, i sedativi possono essere utilmente adoperati. -Nel trattamento per via locale si adoperano numerosissimi farmaci (benzoil perossido soluzioni dall’1 al 2%, eritromicina soluzioni 1,5-2%, acido azelaico al 20%, acido glicolico 5-10%, acido salicidico 1-2%, tetrinoina 0,025-0,1%, detergenti contenenti zolfo, etc…). Ottimi risultati si ottengono con una particolare terapia locale messa a punto circa trenta anni fa dal dott. Garigale che fa uso dell’antibiotico-terapia locale (mediante clindamicina cloridrato) e di tetrinoina utilizzata a dosi crescenti. Con questa particolare terapia sono stati ottenuti buoni risultati in un grande numero di casi trattati (circa 8.000).

Il contenuto di questa pagina è stato creato sulla base dei moduli informativi dell' "authority of the French Society of Plastic Reconstructive and Aesthetic surgery" (Société Française de Chirurgie Plastique Reconstructrice et Esthétique - SOFCPRE)