Addominoplastica

Chirurgia plastica ed estetica della parete addominale

Definizione e presupposti

Gli inestetismi che interessano la parete addominale creano spesso grande disagio e sono difficilmente accettati. L’avvento della liposuzione ha trasformato questa chirurgia. Essa ha permesso in effetti di ridurre considerevolmente l’invasività degli interventi e l’importanza delle cicatrici residue. Per la correzione degli inestetismi che interessano la parete addominale non esiste solo una tecnica che può essere utilizzata in tutti i casi. Conviene analizzare con molta cura le lesioni e tenere in conto parecchi parametri: qualità della pelle, la quantità di grasso in eccesso, la tonicità dei muscoli addominali, la morfologia generale oltre che le richieste e le aspettative del paziente. Se ne dedurrà allora la migliora strategia da applicare nel caso specifico. Schematicamente, in presenza di una richiesta di correzione chirurgica della parete addominale due sono le strategie possibili: la lipoaspirazione isolata o le plastiche addominali (o addominoplastiche).
Lipoaspirazione addominale isolata:Essa è indicata quando l’unico problema è l’eccesso di grasso.
Addominoplastica:Essa è indicata quando esistono altri problemi che interessano la cute del paziente quali perdita di tonicità, notevole distensione, presenza di smagliature importanti, cicatrici a cui si possono associare anche delle alterazioni della parete muscolare quali rilassamento, diastasi, ernie. In questi casi la lipoaspirazione isolata sarebbe insufficiente e bisogna quindi ricorrere ad una plastica addominale. La plastica addominale è un intervento assai gravoso nella chirurgia plastica, ma si è giovato dei numerosi miglioramenti tecnici sopraggiunti in questi ultimi anni: Miglioramento dei procedimenti anestesiologici, tecniche ad alta tensione superiore, metodi di rimodellamento, perfezionamento della pratica delle suture, progresso delle medicazioni e delle guaine compressive. Questi miglioramenti hanno permesso di ridurre significamente i rischi, di alleggerire le sequele post-operatorie, di migliorare la qualità dei risultati e di ottimizzare l’aspetto delle cicatrici estendendo in questo modo le indicazioni a dei casi più “leggeri” che altrimenti sarebbe stati rifiutati.

Obiettivi e principi

L’obiettivo di questo intervento è quello di asportare la pelle danneggiata dell’addome (distesa, cicatriziale o piena di smagliature) e di rimettere in tensione la pelle sana circostante. Nello stesso tempo operatorio è possibile associare il trattamento, mediante liposuzione, di un accumulo localizzato di grasso in eccesso ed il trattamento di lesioni dei muscoli addominali circostanti quali diastasi o ernie. Ogni volta che esiste un eccesso ponderale questo dovrà essere corretto il più possibile (parzialmente o totalmente) prima del gesto chirurgico con l’aiuto di un dietologo. Le condizioni dell’intervento saranno allora migliori sia per quanto riguarda la sicurezza sia per quanto riguarda i risultati.

  • Addominoplastica classica estesa:
    Con l’addominoplastica standard viene rimossa una grande quantità di tessuto (pelle, tessuto adiposo) dalla metà e dalla parte inferiore della parete addominale, tra l’ombelico e la regione pubica, seguendo un piano preoperatorio. La pelle sana della parte superiore dell’addome sarà utilizzata per rimpiazzare, con pelle di buona qualità la pelle in eccesso rimossa. L’ombelico è conservato e sistemato nella sua normale posizione grazie ad una incisione fatta sulla pelle abbassata. Questa chirurgia lascia una cicatrice piò meno lunga e piò o meno evidente, a seconda dell’importanza e della localizzazione della pelle danneggiata di cui è stato necessario realizzare l’asportazione. Solitamente la cicatrice si estende dalla parte inferiore della regione pubica fino alla regione inguinale. La sua lunghezza è determinata nella fase preoperatoria di pianificazione dell’intervento. Il paziente dovrebbe essere sempre pienamente consapevole della lunghezza della cicatrice derivante da questo tipo di intervento.
  • Addominoplastica localizzata:
    In presenza di inestetismi meno importanti, potrà essere proposta al paziente una plastica addominale più localizzata che comporta una cicatrice ridotta.

Prima dell'intervento

Un check-up preoperatorio verrà effettuato in accordo con le richieste del chirurgo e dell’anestesista. Nessuna medicina contenente aspirina o antiflogistici dovrà essere assunta nei dieci giorni che precedono l’intervento. L’astensione dal fumo è vivamente raccomandata almeno un mese prima e un mese dopo l’intervento. Il tabagismo infatti aggrava il rischio di complicazioni post-operatorie di ogni intervento chirurgico. La sospensione di un eventuale terapia contraccettiva può essere richiesta soprattutto in casi di fattori di rischio associati (obesità, cattivo stato delle vene, turbe della coagulazione). È fondamentale restare a digiuno sei ore prima dell’intervento.

Tipi di anestesia e modalità di ricovero

Anestesia: l’intervento di addominoplastica è solitamente effettuato in anestesia generale. Il paziente dormirà durante l’intera durata dell’intervento.
Ricovero: la durata del ricovero è solitamente di 2-5 giorni.

L'intervento

addominoplastica intervento Ogni chirurgo ha una tecnica sua propria che adatta ad ogni caso per ottenere i migliori risultati. Tuttavia possiamo distinguere alcuni principi comuni: la localizzazione delle incisioni, che corrispondono alle future cicatrici, le quali dipendono dalla quantità di tessuto asportato. Più pelle deve essere rimossa più lunga sarà la cicatrice. Il tessuto adiposo in eccesso può essere asportato mediante una liposuzione e i muscoli rilasciati saranno messi in tensione. La pelle restante (al di sopra dell’ombelico) è riadattata verso il basso e può beneficiare di un risistemazione che ha lo scopo di fissarla sulla parete muscolare sottostante migliorando nello stesso tempo la sua tensione (in particolare della porzione superiore) e permettendo di ridurre lo spazio dello scollamento e di limitare il rischio di raccolte ematiche e/o sierose. Una fasciatura elastica modellante è confezionata al termine dell’intervento associata o non ad una guaina elastica di contenzione. La durata dell’intervento dipende dal chirurgo e varia in relazione all’estensione del tessuto adiposo e dalla quantità di pelle da rimuovere. Può durare da 90 minuti fino a tre ore.

Decorso postoperatorio

addominoplastica prima-dopo È raccomandato l’uso di una guaina protettiva che va indossata per 2-4 settimane, tutti i giorni, giorno e notte. Per il ritorno alla normale attività lavorativa è previsto un periodo di tempo che va dalle 2 alle 4 settimane. Le cicatrici appariranno rosse nei primi 2-3 mesi, ma dal terzo mese in avanti esse cominceranno a schiarirsi e diventare meno visibili. Questo processo può richiedere da 1 a 3 anni. Le cicatrici devono essere protette dall’esposizione dai raggi UV per almeno 3 mesi. Per il ritorno all’attività sportiva si dovrà invece attendere almeno 5-6 settimane.

Il risultato

Il risultato finale potrà essere apprezzato a un anno dall’intervento. Riguardo le cicatrici il paziente deve essere consapevole che esse andranno a schiarirsi con il tempo ma che non scompariranno mai del tutto. Inoltre è bene sottolineare che il processo di cicatrizzazione è un processo che differisce da persona a persona. Comunque l’addominoplastica offre nella stragrande maggioranza dei casi un notevole miglioramento estetico migliorando la qualità della vita dei pazienti e la loro autostima. In più questo miglioramento funzionale e il migliorato benessere psicologico ottenuto aiutano il paziente a rispettare la dieta e a stabile il suo equilibrio ponderale.

Le imperfezioni del risultato

Nella stragrande maggioranza dei casi un’addominoplastica correttamente indicata e realizzata offre un reale miglioramento ai pazienti in termini di soddisfazione del risultato in conformità alle loro aspettative. In qualche caso, tuttavia, posso essere presenti delle piccole imperfezioni che vanno distinte dalle reali complicazioni.

  • La cicatrice può essere troppo visibile, con aderenze, asimmetrica o dislocata troppo in alto. Può in certi casi si può allargare, può diventare spessa, ipertrofica o cheloidea.
  • L’ombelico può essere imperfettamente esteriorizzato ed avere perduto un po’ del suo aspetto naturale.
  • Dei piccoli eccessi cutanei laterali sono qualche volta osservati.
  • Irregolarità della superfice dovuta alla lipoaspirazione possono presentarsi.
  • Infine, in caso di tensione eccessiva a livello dei bordi della sutura, può dare luogo a una risalita della cute del pube provvista di peli.
Queste imperfezioni del risultato in genere possono essere corrette ricorrendo a un trattamento complementare: “ritocco chirurgico” realizzato in anestesia locale o anestesia locale approfondita a partire dal dodicesimo mese dopo l’intervento, in ambulatorio.

Possibili complicazioni

L’addominoplastica, anche se realizzata per motivazioni puramente estetiche, è un vero e proprio intervento chirurgico, il quale come ogni altro comporta sempre dei rischi. Possiamo distinguere tra complicazioni estetiche, complicazioni chirurgiche e quelle derivanti dall’anestesia. Per ciò che riguarda l’anestesia: nel corso della consultazione il medico anestesista stesso informerà il paziente dei rischi connessi all’anestesia stessa. Bisogna sapere che l’anestesia induce nell’organismo reazioni qualche volta imprevedibili più o meno facili da gestire: rivolgendosi ad un anestesista di grande competenza, che esercita in un contesto generalmente chirurgico, comporta che i rischi a cui il paziente è esposto sono diventati statisticamente irrilevanti. In effetti le tecniche, i prodotti anestetici e le metodiche di sorveglianza hanno fatto enormi progressi negli ultimi 20 anni ed offrono una sicurezza ottimale, soprattutto quando l’intervento è realizzato presso strutture sanitarie idonee. Per ciò che riguarda il gesto chirurgico: scegliendo un chirurgo plastico qualificato e competente, esperto in questo tipo di intervento, si limitano al massimo questi rischi senza tuttavia annullarli completamente. In effetti delle complicazioni possono sopraggiungere nel corso di una plastica addominale che costituisce il più gravoso degli interventi di chirurgia plastica ed estetica. Tra queste possibili complicazioni bisogna citare:

  • Gli accidenti tromboembolici (flebite, embolia polmonare). Anche se complessivamente molto rare sono le più temibili. Delle misure preventive rigorose debbono minimizzare l’incidenza: praticare una terapia anticoagulante, alzarsi precocemente.
  • La comparsa di un ematoma, in effetti assai rara può giustificare uno svuotamento per evitare un’alterazione secondaria della qualità estetica del risultato.
  • La comparsa di un infezione, poco frequente, necessita di un drenaggio chirurgico e di un trattamento antibiotico. Essa può talvolta dare luogo a sequele antiestetiche.
  • Non è raro osservare, a partire dall’ottavo giorno dall’intervento, notare il sopraggiungere di una tumefazione dei tessuti legata a una raccolta di linfa al di sotto del tessuto adiposo; la compressione ed il riposo rappresentano il migliore modo per prevenirla. Una tale raccolta deve qualche volta essere aspirata; essa si secca in genere spontaneamente senza sequele particolari.
  • Una necrosi cutanea è qualche volta osservata in generale limitata e localizzata. Necrosi importanti sono in effetti rare, esse sono molto più frequenti nei soggetti fumatori, soprattutto se l’astensione dal fumo non è stata strettamente rispettata. La prevenzione di queste necrosi riposa su una indicazione ben posta e sulla realizzazione di un gesto tecnico adattato e prudente, evitando ogni tensione eccessiva a livello delle suture.
  • Le alterazioni della parete: notoriamente una riduzione della sensibilità predominante nella regione sottombellicare è osservata; la sensibilità normale ricompare dopo 3-12 mesi dall’intervento.
  • Infine si può osservare nei pazienti dove la pelle è molto distesa o cicatriziale si possono osservare dei fenomeni di ritardo della cicatrizzazione e che allungano le sequele post-operatorie.

Conclusioni generali riguardanti la chirurgia plastica ed estetica della parete addominale

La chirurgia plastica ed estetica della parete addominale ha fatto, in questi ultimi anni, dei progressi determinanti che permettono oggi, in un buon numero di casi, di proporre una tecnica e una strategia terapeutica adatta e di risolvere nello stesso tempo sia con una semplice aspirazione, sia con una mini-addominoplastica (addominoplastica localizzata), sia con un intervento più importante (addominoplastica estesa) i principali problemi estetici posti per l’addome. Concludendo, non bisogna sopravvalutare i rischi ma prendere coscienza del fatto che un intervento chirurgico, anche se apparentemente semplice, comporta sempre una piccola parte di imprevisti.

Il contenuto di questa pagina è stato creato sulla base dei moduli informativi dell' "authority of the French Society of Plastic Reconstructive and Aesthetic surgery" (Société Française de Chirurgie Plastique Reconstructrice et Esthétique - SOFCPRE).