Chirurgia intima

NINFOPLASTICA DI RIDUZIONE PER IPERTROFIA DELLE PICCOLE LABBRA

Definizione

ninfoplastica - chirurgia intima L’ipertrofia delle piccole labbra è caratterizzata da un eccessivo sviluppo delle piccole labbra stesse in rapporto alla grandezza delle grandi labbra. Cosicché in posizione eretta le piccole labbra superano la fessura vulvare e ciò fa dire alle pazienti che esse sono delle piccole labbra “pendenti”. L’ipertrofia è più spesso bilaterale pur conservando la simmetria morfologica delle piccole labbra (il sinistro è più grande del destro). L’ipertrofia tuttavia può essere anche unilaterale. Questo aspetto appare in genere durante la pubertà (ipertrofia primaria giovanile), ma può sopraggiungere dopo un parto o dopo la menopausa (ipertrofia secondaria da vulvoptosi o falsa ipertrofia); in quest’ultimo caso il trattamento non è quello usato per l’ipertrofia classica. Molto spesso le piccole labbra ipertrofiche presentano una iperpigmentazione dovuta allo sfregamento sulla biancheria intima. Qualche volta l’ipertrofia si prolunga in avanti realizzando delle pieghe da una parte e dall’altra del clitoride. L’ipertrofia comporta spesso un disagio nel vestirsi, oppure un disagio nella pratica di alcuni sport (ciclismo, equitazione etc…). Il fastidio è variabile nel corso dei rapporti sessuali, sia fisico (interposizione delle piccole labbra durante la penetrazione), sia psicologico (disagio a denudarsi davanti a un partener). A volte questa ipertrofia è responsabile di micosi recidivante.

Obiettivi

L’intervento chirurgico o ninfoplastica ha per scopo la riduzione della taglia delle piccole labbra, la correzione di una asimmetria importante, senza omettere se esiste la riduzione dei prolungamenti anteriori ad ogni lato del clitoride. Bisogna in altri termini ottenere una vulva armoniosa con una taglia delle piccole labbra in giusto rapporto con quella delle grandi labbra e del volume della vulva.

Principi

L’intervento realizza l’asportazione della mucosa in eccesso. Molte procedure chirurgiche sono state descritte. Il più semplice consiste in una resezione su misura secondo uno schema prestabilito e personalizzato il cui tracciato segue il bordo libero del labbro. Questa tecnica ha il vantaggio di essere sicura, modulabile. Essa permette di trattare non solamente l’ipertrofia delle piccole labbra ma anche, se esiste, il prolungamento anteriore e di ridurre l’iperpigmentazione spesso associata. I bordi mucosi così cruentati sono saturati con dei fili riassorbibili. Una ninfoplastica può essere effettuata in età adulta e senza limiti di età; essa non avrà alcuna conseguenza negativa né sui futuri rapporti sessuali né sugli eventuali parti. Gli esiti cicatriziali di questo tipo di trattamento, certamente sono più importanti, ma, realizzato a regola d’arte, i risultati estetici finali sono comunque spesso migliori rispetto a quelli di un innesto.

Prima dell'ntervento

Un bilancio preoperatorio è realizzato prima dell’intervento conformemente alle prescrizioni del medico. Il fumo non costituisce una controindicazione assoluta ma l’astensione da esso un mese prima dell’intervento è raccomandato tenendo conto della possibile sua incidenza nefasta sulla cicatrizzazione. Nessuna medicina contenente aspirina o antiflogistici dovrà essere assunta nei dieci giorni che precedono l’intervento. La tricotomia (rasatura del pube) non è necessaria. In funzione del tipo di anestesia può essere richiesto al paziente di restare a digiuno (né mangiare né bere) sei ore prima dell’intervento.

Tipi di anestesia e modalità di ricovero

Tipo di anestesia: La ninfoplastica può essere realizzata sia in anestesia locale, sia in anestesia locale approfondita con dei tranquillanti somministrati per via endovenosa (anestesia vigile), sia in anestesia generale. La scelta tra queste differenti tecniche sarà il frutto di un colloquio tra il paziente, il chirurgo e l’anestesista. Modalità di ricovero: in generale l’intervento si pratica ambulatorialmente, cioè a dire il paziente va a casa lo stesso giorno dell’intervento dopo qualche ora di osservazione. Tuttavia per ragioni sociali, familiari o personali un breve ricovero può essere ravvisato.

L'intervento

chirurgia intima Ogni chirurgo ha una tecnica sua propria che adatta ad ogni caso particolare per ottenere i migliori risultati. Alla fine dell’intervento una leggera medicazione è piazzata nello slip di protezione. In funzione del chirurgo e del caso clinico l’intervento può durare da 30 a 60 minuti.

Dopo l'intervento

Ogni chirurgo propone il suo protocollo alle sue pazienti. Un minimo sanguinamento dura due tre giorni. Un rigonfiamento delle parti e delle ecchimosi sono abituali. Le sequele operatorie sono in generale poco dolorose e necessitano solo di semplici antalgici. I fili di sutura si riassorbono tra 8 e 12 giorni dopo l’intervento. Si consiglia di aspettare 2-3 settimane per la ripresa progressiva dell’attività sessuale. L’astensione dal lavoro nella maggior parte dei casi non è necessaria. Si consiglia di aspettare 1-2 mesi per riprendere un’attività come equitazione o ciclismo.

Il risultato

Può essere giudicato solo dopo un mese dall’intervento. La vulva avrà allora una forma armoniosa. Le cicatrici si rilasciano in uno o due mesi. Lo scopo dell’intervento è quello di apportare un miglioramento e non c’è da aspettarsi la perfezione; se ben realizzato comunque dà grande soddisfazione.

Le imperfezioni di un risultato

Si tratta essenzialmente di asimmetrie residue, non adeguatezza della taglia (resezione insufficiente), o della persistenza del prolungamento anteriore; in questi casi una correzione chirurgica secondaria può essere effettuata ma conviene aspettare almeno 6-12 mesi.

Le complicazioni possibili

La ninfoplastica di riduzione, anche se realizzata per motivazione in parte estetiche è pur sempre un vero e proprio intervento chirurgico che implica quindi i rischi legati a questo atto medico anche se minimi. Le sequele sono in genere semplici nel corso di una ninfoplastica. Tuttavia delle complicazioni possono presentarsi, alcune di ordine generale, altre inerenti al gesto chirurgico, altre locoregionali. Bisogna distinguere le complicazioni legate all’anestesia da quelle legate al gesto chirurgico. Per ciò che riguarda l’anestesia: nel corso della consultazione il medico anestesista stesso informerà il paziente dei rischi connessi all’anestesia. Bisogna sapere che l’anestesia induce nell’organismo reazioni qualche volta imprevedibili più o meno facili da gestire: il fatto di essersi rivolti ad un anestesista di grande competenza, che esercita in un contesto generalmente chirurgico, comporta che i rischi a cui il paziente è esposto sono diventati statisticamente irrilevanti. In effetti le tecniche, i prodotti anestetici e le metodiche di sorveglianza hanno fatto enormi progressi negli ultimi 20 anni ed offrono una sicurezza ottimale, soprattutto quando l’intervento è realizzato presso strutture sanitarie idonee. Per ciò che riguarda il gesto chirurgico: se si sceglie un chirurgo plastico qualificato e competente esperto in questo tipo di intervento si limitano al massimo i rischi chirurgici senza tuttavia annullarli completamente.

Per completezza, bisogna purtuttavia citare, malgrado la loro rarità:

  • gli incidenti trombo-embolici (flebite, embolia polmonare) che sono le complicazioni più gravi. Il rischio di una loro comparsa è aumentato se simili accidenti figurano nell’anamnesi del paziente. L’utilizzazione di farmaci antitrombotici, fare alzare il paziente precocemente ed eventualmente un trattamento anticoagulante contribuiscono a ridurre questo rischio.
  • I sanguinamenti sono raramente preoccupanti, salvo in caso di turbe associate della coagulazione.
  • Ematomi sono di comparsa eccezionale nel decorso postoperatorio.
  • Le necrosi cutanee localizzate sono altrettanto rare; esse allungano il periodo di cicatrizzazione e possono dar luogo a delle cicatrici.
  • Le infezioni sono rare.
  • un alterazione della sensibilità è eccezionale.

Riassumendo, nella stragrande maggioranza dei casi, se ben studiato e correttamente realizzato dà luogo ad un risultato molto apprezzabile in termini estetici e di confort. Comunque non bisogna sopravvalutare i rischi ma prendere coscienza che questo intervento, anche se apparentemente semplice, comporta una piccola parte di rischi. Rivolgendosi ad un chirurgo plastico qualificato con la competenza e la formazione necessarie per evitare le complicazioni o per trattarle efficacemente si possono evitare spiacevoli sorprese.

Il contenuto di questa pagina è stato creato sulla base dei moduli informativi dell' "authority of the French Society of Plastic Reconstructive and Aesthetic surgery" (Société Française de Chirurgie Plastique Reconstructrice et Esthétique - SOFCPRE)