Cicatrici

Correzione chirurgica delle cicatrici

Definizione

Una cicatrice è la parte visibile di una lesione del derma dopo la riparazione tissutale, conseguente ad un incisione nel corso di una operazione o ad una ferita. La cicatrizzazione è parte integrante del processo di guarigione. A parte le lesioni molto piccole, ogni ferita (dopo un incidente, una malattia o un atto chirurgico) dà luogo ad una cicatrice più o meno importante. Il tessuto cicatriziale non è identico al tessuto che rimpiazza ed è abitualmente di qualità funzionale inferiore. Per esempio le cicatrici cutanee sono più sensibili alle radiazioni UV, le ghiandole sudoripare e i follicoli piliferi non si sviluppano sulla cicatrice. Al contrario, altri tessuti (per esempio il tessuto osseo) possono guarire senza deterioramento strutturale o funzionale. Bisogna sapere che quando un intervento chirurgico si svolge attraverso la pelle, qualunque sia la tecnica utilizzata per ricucire quest’ultima essa si riparerà lasciando una cicatrice che non può sparire completamente. Le sole aggressioni inflitte alla pelle che spariscono senza lasciare alcuna cicatrice sono quelle che riguardano la parte più superficiale della pelle e cioè l’epidermide. Dal momento in cui un incisione attraversa il derma, cioè a dire la parte più profonda della pelle qualunque sia la bravura del chirurgo e la qualità delle cure da lui prodigate, il gesto chirurgico lascerà dietro di lui una cicatrice che, certo, andrà attenuandosi, diventando più o meno discreta ma mai totalmente invisibile. Noi affronteremo il trattamento delle cicatrici quando queste, anomale o antiestetiche, richiedono di essere prese in carica dal chirurgo.

Obiettivi

cicatrici È impossibile fare scomparire completamente una cicatrice, sia attraverso la chirurgia o attraverso altri mezzi (creme, tatuaggi, peeling, laser…). Nella maggior parte dei casi possono essere trattate solo le cicatrici stabilizzate, alla fine della loro evoluzione naturale (da 6 mesi a 2 anni). In effetti la cicatrizzazione si svolge principalmente in tre fasi:

  • la prima fase inizia qualche giorno dall’intervento; la cicatrice è generalmente bella e sottile.
  • in seguito nel corso del primo e del secondo mese postoperatorio essa diventa più rossa, dura, sopraelevata e pruriginosa. Questo stadio dura in media da tre a sei mesi.
  • la cicatrice entra in seguito nella sua terza fase nel corso della quale comincia a schiarirsi e a diventare elastica. Allo stesso tempo il prurito scompare.
Al termine di questo processo più o meno lungo ed imprevedibile la cicatrice è indelebile, bianca, elastica e insensibile. Nel corso della sua evoluzione bisogna che il paziente si prenda cura della sua cicatrice in modo che essa divenga la più discreta possibile: bisogna proteggerla dal sole (indumenti, cappello, crema solare), idratarla con delle creme e massaggiarla quotidianamente. I tentativi di correzione chirurgica sono leciti solo nei casi seguenti:
  • cicatrici retrattili: molto indurite, retratta e a volte può limitare certi movimenti
  • cicatrici ulcerate: la loro fragilità comporta frequentemente piaghe superficiali che diventano permanenti, secernenti e ingravescenti.
  • cicatrici ipertrofiche e cheloidee: infiammate, dolorose, rosse, allargate e soprattutto gonfie e “in rilievo”. Il loro trattamento è molto indicato ed esposto a frequenti recidive.
  • cicatrici antiestetiche: larghe, colorate, irregolari, infossate, aderenti, sfrangiate…
Bisogna notare che il trattamento di una cicatrice normale ma semplicemente “slargata” (caso frequente) è molto aleatorio perché lo slargamento è spesso dovuto a una turba della cicatrizzazione propria del paziente e indipendente dalla tecnica chirurgica.

Principi

cicatrici cicatrici Nei casi più semplici è sufficiente escidere la cicatrice difettosa e ricucire con una tecnica di sutura perfetta sperando di ottenere una nuova cicatrice di migliore qualità. Spesso è necessario fare ricorso a un tracciato di incisione speciale mirando a spezzare l’asse principale della cicatrice iniziale, a riorientare meglio la cicatrice in funzione delle linee di tensione naturali della pelle per diminuire nello stesso tempo la tensione esercitata sui bordi della ferita. Per le cicatrici molto estese numerose tecniche possono essere utilizzate, sole o in associazione.

  • escissione in più tempi, permettendo alla pelle di estendersi tra i tempi operatori (principio delle “exeresi reiterative”).
  • autoinnesto di pelle prelevato da un’altra regione donatrice dello stesso paziente.
  • plastica locale, con spostamento di un lembo di pelle vicino progettato in modo da ricoprire la zona cicatriziale.
  • espansione cutanea, grazie a dei palloncini gonfiabili sistemati sotto la pelle sana vicina è possibile distendere la pelle stessa fuori misura nel corso di molte settimane; si utilizzerà l’eccesso cutaneo così ottenuto dopo l’asportazione dei palloncini per ricoprire la zona cicatriziale.

Prima dell'ntervento

Un’anamnesi accurata sulla cicatrice interessata è effettuata dal chirurgo per poter precisare le possibilità ed i risultati possibili con un intervento chirurgico. Un bilancio preoperatorio è realizzato prima dell’intervento conformemente alle prescrizioni del medico. Il fumo non costituisce una controindicazione assoluta ma l’astensione da esso un mese prima dell’intervento è raccomandato tenendo conto della possibile sua incidenza nefasta sulla cicatrizzazione. Nessuna medicina contenente aspirina o antiflogistici dovrà essere assunta nei dieci giorni che precedono l’intervento. In funzione del tipo di anestesia può essere richiesto al paziente di restare a digiuno (né mangiare né bere) sei ore prima dell’intervento. Non è consentito il trucco, né è possibile portare alcun gioiello o piercing.

Tipi di anestesia e modalità di ricovero

Tipi di anestesia
Tre procedimenti sono possibili:

  • Anestesia locale
  • Anestesia locale con tranquillanti iniettati per via endovenosa
  • Anestesia generale classica
La scelta tra queste tecniche di anestesia verrà presa dopo un colloquio tra il paziente, il chirurgo e l’anestesista.
Modalità di ricovero
Il paziente sarà dimesso lo stesso giorno dell’intervento dopo qualche ora d’osservazione e di riposo. Tuttavia in alcuni casi si può richiedere un ricovero di 24 ore (si entra in clinica alla mattina e si esce il giorno dopo l’intervento).

Decorso post operatorio

Si può eventualmente presentare un cero fastidio con una sensazione di tensione sulla cicatrice, ma i veri e propri dolori sono rari. I primi giorni bisognerà evitare di sollecitare la cicatrice. La prudenza si impone difronte a movimenti che sollecitino troppo la zona operata. Nelle ore che seguono l’intervento un piccolo gemizio di sangue o di linfa può leggermente macchiare la medicazione. Nel corso delle 48 ore successive la regione operata può presentare un gonfiore (edema) e delle piccole ecchimosi che sono transitori. Le sensazioni pruriginose accompagnano nella maggior parte dei casi la fase di cicatrizzazione. Queste non sono preoccupanti e devono essere considerate sequel abituali. I fili di sutura vengono rimossi tra il quinto e il quindicesimo giorno. Si potrà allora cominciare a massaggiare delicatamente la cicatrice. Anche se la cicatrice è consolidata è preferibile evitare l’esposizione al sole e utilizzare una protezione totale per qualche mese.

Il risultato

Un’attesa di alcuni mesi (a volte 1-2 anni) è necessaria prima di apprezzare l’aspetto definitivo della cicatrice. Bisogna ben sapere che la cicatrizzazione resta un fenomeno aleatorio e la sua qualità non può essere in nessun caso garantita. La perfetta preparazione tecnica di un chirurgo palstico qualificato e specificamente formato a questo tipo di interventi permette di mettere tutte le chanches dal suo lato ma non annulla questo aspetto aleatorio. Nel caso della correzione chirurgica di una cicatrice anormale, è fondamentale controllare regolarmente l’evoluzione dell’aspetto della cicatrice stessa. Questo è il solo modo sicuro di apprezzare per tempo eventuali turbe della cicatrizzazione e curarle con un trattamento appropriato.

Problemi potenziali

Anche se tutti gli sforzi sono stati effettuati nel corso e nel decorso dell’intervento per rendere le cicatrici le migliori possibili può capitare che esse siano più visibili di quello che si era sperato. In effetti la qualità della cicatrizzazione è molto variabile secondo l’età, le parti del corpo, i fattori ambientali e da un paziente all’altro. Questo si spiega con il fatto che il processo di cicatrizzazione mette in gioco dei fenomeni assai aleatori qualche volta imprevedibili e non completamente controllabili. A questo riguardo non bisogna dimenticare il fatto che se è vero che il chirurgo realizza le suture è anche vero che le cicatrici viene prodotta dal paziente. La comparsa di una cicatrice antiestetica deve comunque essere sottoposta all’osservazione del chirurgo in modo che egli possa ricorrere a particolari mezzi terapeutici.

Le complicazioni possibili

La dermato-chirurgia si occupa di interventi di superfice che riguardano solo la pelle e non sono quindi molto gravosi. Essi comportano tuttavia come ogni atto chirurgico un certo numero di rischi anche se minimi. Scegliendo un medico qualificato, formato specificamente a queste tecniche si limitano i rischi senza tuttavia sopprimerli completamente. Le complicazioni significative derivanti da questi tipi di interventi sono eccezionali. Praticamente nella stragrande parte degli interventi non sorgono complicazioni e il paziente rimane pienamente soddisfatto. Tuttavia malgrado la loro rarità si debbono conoscere le possibili complicazioni.

  • Complicazioni derivanti dall’anestesia: nel corso della consultazione il medico anestesista stesso informerà il paziente dei rischi connessi all’anestesia stessa. Bisogna sapere che l’anestesia induce nell’organismo reazioni qualche volta imprevedibili più o meno facili da gestire: il fatto di essersi rivolti ad un anestesista di grande competenza, che esercita in un contesto generalmente chirurgico, comporta che i rischi a cui il paziente è esposto sono diventati statisticamente irrilevanti. In effetti le tecniche, i prodotti anestetici e le metodiche di sorveglianza hanno fatto enormi progressi negli ultimi 20 anni ed offrono una sicurezza ottimale, soprattutto quando l’intervento è realizzato presso strutture sanitarie idonee.
  • Piccole emorragie: sono abitualmente facili da controllare
  • ematomi: possono giustificare l’evacuazione con punture se troppo importanti
  • infezioni: rare dopo questo tipo di chirurgia. Può non essere risolta attraverso il solo trattamento antibiotico e impone, allora, una ripresa chirurgica con drenaggio.
  • necrosi cutanea: è conseguenza di una mancata ossigenazione tissutale dovuta a insufficiente apporto sanguigno localizzato, che può essere favorito da una tensione eccessiva, un ematoma, un’infezione o tabagismo importante della paziente.
  • mancanza di attecchimento dell’innesto: la riuscita di un innesto non è mai sicura al 100%. Si può infatti verificare una necrosi del tessuto innestato.
  • Anomalie della cicatrizzazione
    Possono presentarsi delle cicatrici anomale: cicatrici ipertrofiche e cheloidee: infiammate, dolorose, rosse, allargate e soprattutto gonfie e “in rilievo”. Il loro trattamento è molto indicato ed esposto a frequenti recidive.
  • interessamento dei nervi periferici
Concludendo non bisogna sopravvalutare i rischi ma semplicemente prendere atto che un intervento chirurgico, anche se apparentemente semplice, comporta sempre una piccola parte di rischi. Scegliendo un medico qualificato, formato specificamente a queste tecniche si limitano i rischi senza tuttavia sopprimerli completamente.

Il contenuto di questa pagina è stato creato sulla base dei moduli informativi dell' "authority of the French Society of Plastic Reconstructive and Aesthetic surgery" (Société Française de Chirurgie Plastique Reconstructrice et Esthétique - SOFCPRE)