Dermoabrasione

Ringiovanimento della pelle del viso mediante laser

Definizione

dermoabrasione Già 3500 anni fa, uno scritto su papiro decantava i benefici della pasta abrasiva: gli Egizi utilizzavano una soluzione di latte e miele con particelle di alabastro. Ciò significa che in tutti i tempi l’uomo e la donna hanno desiderato ridurre alcune imperfezioni cutanee superficiali (rughe, cicatrici, cheratosi, macchie pigmentate), levigando la superficie della loro pelle e tentando, così, di migliorarla, nell’intento di conservane la freschezza e ringiovanirla.
Questa levigatura corrisponde a un’abrasione le cui tecniche oggi possono essere:

  • Meccanica: è la Dermoabrasione
  • Chimica: sono i “Peelings”
  • Termica: è la Laser abrasione

I diversi laser usati per l’abrasione del viso sono essenzialmente i laser CO2 ultrapulsati e i “laser Erbium”. Il raggio laser agisce distruggendo, per fotovaporizzazione controllata, lo strato superficiale della pelle, cioè l’epidermide, e può arrivare fino al derma superficiale, secondo lo scopo desiderato: è una bruciatura controllata. Tale controllo informatizzato della profondità della vaporizzazione si fa attraverso un certo numero di passaggi del raggio laser, la regolazione dell’energia emessa e della sula sua intensità. Ciò in funzione dell’importanza del difetto da correggere, della zona da trattare, della qualità della pelle e dello scopo desiderato. Lo strato superficiale distrutto si restaurerà successivamente grazie ai processi naturali di cicatrizzazione, a partire dalle isole di membrana basale dermo-epidermica e dagli annessi pilo-sebacei contenuti nel derma profondo: è la riepidermizzazione o riepitelizzazione. Ciò implica dunque tempi di cicatrizzazione in cui la pelle resta fragile e necessita di particolari cure. E’ questo ripristino della superficie cutanea che creerà un aspetto più levigato: si tratta di una levigatura che ha il pregio di attenuare, più o meno, le imperfezioni che si desidera trattare. In più, la cicatrizzazione dermo-epidermica, avverrà con un certa retrazione della cute, un vero e proprio effetto “tensore” cutaneo, variabile e più o meno importante a seconda dei casi. I laser frazionati: Un altro gruppo di laser con azione intermedia è rappresentato dai laser frazionati, CO2 o non, per mezzo dei quali i trattamenti sono realizzati in tre o quattro sedute. Sono meno efficaci dei laser CO2 classici o Erbium, ma nettamente più efficaci di altri procedimenti meno invasivi. Contrariamente ai laser classici da abrasione, essi non distruggono la totalità dell’epidermide, bensì producono migliaia di minuscole colonne di attività termica definite MTZ (Zon Microdermiche di Trattamento); zone separate fra loro, a livello delle quali epidermide e derma più o meno profondi sono distrutti. Poiché non tutta la superficie è colpita da queste MTZ in una seduta, bisogna rinnovare il trattamento per tre o quattro volte di seguito, perché la totalità della superficie della pelle sia completamente trattata. Tale metodo di frazionamento del trattamento evita le croste e le complicanze dei laser classici. I laser frazionati CO2 sono meno efficaci dei laser CO2 classici, ma non comportano particolari complicanze. Devono essere utilizzati in anestesia locale e i loro esiti sono comunque responsabili di un allontanamento dalla vita sociale per quattro a cinque giorni, a causa delle croste. Sono indicati nei casi di invecchiamento cutaneo marcato ma sono riservati solo alle pelli chiare Il trattamento del collo e delle regioni palpebrali inferiori è da evitare. I laser frazionati non CO2 sono un po’ meno efficaci del laser frazionati CO2. Devono ugualmente essere utilizzati in anestesia locale ed i loro esiti sono più lievi, con, unicamente, rigonfiamento e rossore delle regioni trattate passeggeri (due/tre giorni). Sono indicati nei gradi di invecchiamento della pelle iniziale e medio. Possono essere utilizzati su tutti i tipi di pelle, qualunque sia il colore e in tutte le zone, palpebre e collo compresi. E’ attualmente il trattamento classico dell’invecchiamento della pelle, efficace senza essere aggressivo e senza rischi di complicanze. Si può anche ricorrere a tecniche meno invasive, quali: i laser di rimodellamento, di ringiovanimento o di rinnovo (lampade, flash, IPL), con un’azione molto superficiale, essenzialmente epidermica o talvolta dermica, attraverso la stimolazione fibroblastica e il minimo edema provocato. Sono tecniche molto meno aggressive dei laser CO2 ultra-pulsati o dei laser Erbium, ma il loro effetto è minore. Non causano alcuna complicanza evidente. La ripetizione delle sedute, senza anestesia, senza allontanamento dalla vita sociale, può presentare un certo interesse poiché essi provocano come un “colpo di luce” con un’azione sul colorito che produce un effetto rinfrescante e una blanda azione sulle rughette sottili.

Prima dell'intervento

La consultazione ha lo scopo di valutare la richiesta, di precisare l’indicazione, di informare il paziente di ciò che può essere trattato e di ciò che non lo sarà, spiegando tutti i dettagli relativi a questo tipo di intervento. La preparazione pre-operatoria della pelle è importante per ottimizzare il risultato: pulizia della cute, creme agli acidi della frutta o alla vitamina A acida, copertura antibiotica, copertura anti-erpetica, sono talvolta prescritte dal chirurgo durante le due o tre settimane precedenti il trattamento, per preparare la pelle e condurla all’intervento nelle migliori condizioni locali possibili.

Tipi di anestesia e modalità di ricovero

Queste modalità vanno discusse con il chirurgo, potendosi svolgere: In anestesia locale, loco-regionale, generale o neuroleptoanalgesia. Con ricovero di uno o più giorni o in ambulatorio Tipi di anestesia L’utilizzazione dell’anestesia in caso di laser- abrasione del viso è giustificata dalla ricerca del confort, sia per il paziente, sia per il chirurgo. Tale obiettivo è più facile da realizzare in anestesia generale o analgesia: Anestesia generale classica, durante la quale il paziente dorme completamente Analgesia che è una anestesia locale completata da tranquillanti somministrati per via endovenosa (anestesia vigile). Anestesia locale che può essere effettuata mediante infiltrazione locale, effettuando blocchi tronculari, applicando creme anestetiche. I blocchi tronculari sono particolarmente adatti per le palpebre e la parte mediana del viso (fronte, naso, labbra, mento). Questi blocchi sono efficaci e facili da gestire. Consistono nell’iniezione di un prodotto anestetico attorno al nervo sensitivo che innerva una zona cutanea: tale zona è così insensibilizzata durante l’intervento. L’anestesia locale pura: un prodotto anestetico è iniettato localmente e per via sottocutanea per insensibilizzare la zona da trattare. Le parti laterali del viso (guance, regione temporale), difficilmente accessibili dai blocchi tronculari, rispondono molto bene a questa tecnica. Le creme anestetiche tipo EMLA sono utili per le pelli fini, soprattutto se l’abrasione resta superficiale. Si attendono progressi riguardo a questo tipo di creme anestetiche. Modalità di ospedalizzazione: L’intervento può essere praticato “in ambulatorio”, cioè con dimissioni lo stesso giorno, dopo qualche ora di osservazione. Se il ricovero, generalmente molto breve, è raccomandato, l’ammissione si effettua il giorno precedente o il mattino stesso, con dimissione il giorno dopo o il successivo.

Intervento

Dopo pulizia e disinfezione della pelle e predisposizione dei campi sterili, alcune precauzioni sono previste e fanno parte delle indicazioni di sicurezza che permettono di premunirsi contro un eventuale errore di orientamento del raggio laser e i danni eventuali. Protezione degli occhi del paziente (protettore corneale lubrificato), dei suoi capelli, delle ciglia e sopracciglia, dei denti (compresse umide) Protezione degli occhi dell’operatore e di tutte le persone presenti in sala (occhiali). La laser abrasione si fa per mezzo di un manipolo collimato informatizzato. Il chirurgo orienta il raggio laser sulla zona da trattare; il raggio laser, le cui dimensioni e forma sono scelte dall’operatore, vaporizza la superficie cutanea: è una fotovaporizzazione, cioè un’abrasione termica. Il controllo della profondità della vaporizzazione è informatizzato: è realizzato variando l’energia emessa, il suo flusso, la densità del raggio laser e il numero dei passaggi. Tale profondità è in funzione dell’importanza del difetto da correggere, della zona da trattare, della qualità della pelle e dello scopo desiderato. Essa si valuta, come la contrazione dermica, dopo ciascun passaggio, permettendo di modificare eventualmente i parametri, se il chirurgo decide di effettuare passaggi supplementari. Alla fine della seduta di laser abrasione si vede il derma messo a nudo e ciò provoca un sanguinamento. Il derma deve allora essere ricoperto e protetto: sia attraverso una medicazione chiusa, secca o grassa, da ripetere ogni giorno dal sanguinamento sia attraverso una medicazione aperta, che consiste nell’applicazione di corpi grassi di vaselina, da ripetere più volte al giorno

Dopo il trattamento: esiti e risultati

dermoabrasione dermoabrasione Il raggio laser distrugge l’epidermide sino al derma: ciò causa arrossamento, edema e sanguinamento. Cure locali (creme grasse) saranno realizzate fino alla completa cicatrizzazione, ottenuta in 10 o 15 giorni e ciò necessita di astensione dalla vita sociale. Ben consigliate dal chirurgo, queste cure locali eviteranno la comparsa di croste che, anche se non sono auspicabili, possono eventualmente formarsi e non dovrebbero essere staccate per rispettare la cicatrizzazione soggiacente in corso ed evitare il rischio di una eventuale cicatrice residuale. Un maquillage adatto e una protezione solare sono raccomandati a partire dal decimo giorno per camuffare un eritema di intensità variabile (l’aspetto rosso o rosato della pelle trattata per uno/due mesi è prevedibile e non costituisce una complicanza, ma una normale conseguenza). Un trattamento generale (antalgico, anti infiammatorio, antibiotico, anti-erpetico, anti pruriginoso) è parimenti prescritto. La pelle può essere sensibile, secca, fragile, irritabile, intollerante ai cosmetici abituali, per diverse settimane. Rashes cutanei con rossore e bruciore possono sopraggiungere nel corso di qualche mese. Per la durata di circa 6 mesi è sconsigliata l’esposizione diretta ai raggi solari; inoltre si consiglia l’applicazione sulle zone trattate, di una crema protettiva a schermo totale. Tale periodo di conseguenze è talvolta difficile, per il paziente, sul piano psicologico: il chirurgo è presente per aiutarlo e consigliarlo in occasione delle consultazioni che seguono l’intervento e che sono necessarie per ben condurre la cicatrizzazione. Dopo diversi mesi il risultato finale mostra una pelle più liscia che ha beneficiato di un effetto tensore, con un’epidermide di spessore normale. Lo scopo di questi trattamenti è di apportare un miglioramento e non di mirare alla perfezione. Se le attese del paziente sono realistiche, i risultati ottenuti potranno dargli grandi soddisfazioni.

Indicazioni

Indicazioni riguardanti la zona: la zona più indicata è il viso Indicazioni riguardanti la causa: La Laser abrasione tratta essenzialmente la pelle di una zona del viso o del viso intero, segnato dai segni dell’invecchiamento, in particolare causato dal sole (rughe superficiali, elastosi, macchie). Le regioni palpebrali, labiali, frontali e mentoniere sono più frequentemente interessate. E’ un trattamento della superficie cutanea che può ridurre marcatamente il rilassamento cutaneo legato all’invecchiamento, così come lifting, blefaroplastica. Può anche essere associato ad altre tecniche come l’iniezione di prodotti di riempimento o di tossina botulinica. Fra i trattamenti dei segni dell’invecchiamento, esistono anche dei laser di rimodellamento, di ringiovanimento o di rinnovo (lampade, flash, IPL…). Sono molto meno aggressivi dei laser CO2 ultra-pulsati o dei laser Erbium. Il loro effetto è tuttavia minore, ma senza rischi particolari di complicanze e senza rinunzia alla vita sociale. Hanno un’azione molto superficiale, essenzialmente epidermica, e sono utilizzati senza anestesia. La ripetizione delle sedute permette risultati vantaggiosi: colpo di luce, azione sul colorito con effetto rinfrescante, azione sulle rughette sottili. Le altre indicazioni sono più secondarie: si possono citare le cicatrici depresse come le cicatrici da acne. La laser abrasione va a levigare parzialmente la superficie cutanea e attenuarne le irregolarità.

Le complicazioni possibili

Una abrasione del viso con laser, benché realizzata per motivazioni essenzialmente estetiche, costituisce comunque una aggressione cutanea, epidermica e dermica, che implica i rischi legati a tutti gli atti medico-chirurgici. Scegliendo un chirurgo qualificato e competente, formato a questo tipo di trattamenti, si limiteranno al massimo questi rischi, senza tuttavia sopprimerli completamente. Fortunatamente le vere complicanze sono rare in seguito a una laser abrasione realizzata secondo le regole. In pratica la maggior parte di questi trattamenti si esegue senza alcun problema e i pazienti sono pienamente soddisfatti del risultato. Pertanto, e malgrado la loro rarità, si devono comunque conoscere le possibili complicanze: Herpes: un trattamento antivirale sarà prescritto nei giorni precedenti e successivi all’intervento Infezione microbica Comparsa di ance Grani di miglio (piccole cisti bianche) Iperpigmentazione (soprattutto sulle pelli scure), precoce e quasi sempre transitoria, è spesso causata da prematura esposizione al sole. Ipopigmentazione, spesso definitiva, si presenta più raramente e tardivamente Rossore persistente Difficoltà della cicatrizzazione e cicatrici ipertrofiche sono possibili, ma rare. Esse testimoniano una distruzione troppo profonda, una raschiatura, un mancato rispetto della fragile riepidermizzazione all’inizio della cicatrizzazione, una infezione trattata male o tardivamente. Allergie: i prodotti utilizzati per la disinfezione della pelle o per le cure, possono anche provocare allergie; queste possono essere trattate utilizzando cortisonici ed antistaminici per via locale e/o generale Dolore durante i primi giorni, sensazione diffusa di calore o di bruciore a livello della zona trattata. Il medico raccomanderà degli analgesici Risultato insufficiente, soprattutto legato all’importanza del difetto da correggere: in questi casi, il chirurgo avvertirà della possibilità di un nuovo trattamento, trascorso un lasso di tempo di minimo un anno. Lesione di un organo con il raggio laser: la protezione del paziente (protettore corneale e gocce oftalmiche, compresse umide nella bocca…) e del chirurgo (occhiali) fanno parte del protocollo messo in pratica dal chirurgo

Conclusioni generali riguardo la dermoabrasione

In conclusione, non bisogna sopravvalutare i rischi, ma semplicemente prendere coscienza che un atto medico-chirurgico, anche apparentemente semplice, comporta sempre una minima parte di “aléas”. Il ricorso a un chirurgo qualificato garantisce la formazione e le competenze richieste per evitare queste complicanze e adottare i trattamenti appropriati.

Il contenuto di questa pagina è stato creato sulla base dei moduli informativi dell' "authority of the French Society of Plastic Reconstructive and Aesthetic surgery" (Société Française de Chirurgie Plastique Reconstructrice et Esthétique - SOFCPRE)