LIFTING BRACCIA

Lifting della faccia interna delle braccia

Definizione, obbiettivi e principi

La pelle della faccia interna delle braccia, molto sottile, è fortemente sollecitata sia dai movimenti sia in casi di variazioni ponderali importanti o ripetitivi. Questo giustifica il verificarsi, in questa regione, di un rilasciamento cutaneo in presenza o meno di una ipertrofia del tessuto adiposo. Quando esiste un rilasciamento della pelle a questo livello, una lipoaspirazione isolata non può essere sufficiente, e solo l’asportazione della pelle in eccesso consente di correggere il difetto: questo è il lifting brachiale o brachioplastica o lifting della faccia interna delle braccia. L’intervento ha quindi lo scopo di ridurre attraverso la lipoaspirazione la quantità di grasso ma altresì di rimuovere l’eccesso cutaneo e di ricucire la pelle restante per tenderla opportunamente.

Prima dell'intervento

Un esame clinico minuzioso permetterà, caso per caso, di definire il tipo di intervento più appropriato (scelta delle incisioni, necessità o meno di una lipoaspirazione associata). Un’informazione precisa dello svolgimento dell’intervento, delle sequele e del risultato prevedibile sarà data al paziente nel corso della prima visita. Naturalmente la sede della cicatrice residua sarà ben indicata al paziente stesso Saranno prescritti, come d’abitudine, degli esami di routine preoperatori. Nessun medicinale contenente aspirina o antiflogistici dovrà essere assunto nel corso dei 10 giorni che precedono l’intervento. Un’opportuna preparazione cutanea (tipo sapone antisettico) è abitualmente raccomandata la sera prima dell’intervento ed il mattino del giorno dell’intervento. In funzione del tipo d’anestesia sarà raccomandato al paziente di restare a digiuno (né mangiare né bere) il giorno dell’intervento (almeno 6 ore).

Il problema del tabagismo

I dati scientifici sono, attualmente, unanimi quanto agli effetti nefasti in caso di consumazione di tabacco nel corso delle settimane che precedono l’intervento chirurgico. Questi effetti sono multipli e possono dare luogo a delle complicazioni cicatriziali maggiori, a degli insuccessi della chirurgia e favorire l’infezione del materiale d’impianto (impianti mammari per esempio). Per gli interventi che comportano uno scollamento cutaneo come l’addominoplastica, la chirurgia delle mammelle, o ancora il lifting cervico facciale il tabagismo può essere anche la causa di gravi complicazioni cutanee. Oltre ai rischi direttamente legati al gesto chirurgico, il tabagismo può essere responsabile di complicazioni respiratorie o cardiache nel corso dell’anestesia. In quest’ottica la comunità dei chirurghi plastici è dell’avviso che l’astensione dal fumo deve essere prescritta almeno un mese prima dell’intervento e poi fino a cicatrizzazione avvenuta (in generale 15 giorni prima dell’intervento).

Intervento

Ogni chirurgo adotta una tecnica sua propria e che egli adatta ad ogni caso particolare per ottenere i migliori risultati. Tuttavia esistono dei principi di base comuni: in tutti i casi quando esiste l’eccesso adiposo questo è corretto mediante una lipoaspirazione. L’eccesso di pelle è in seguito asportato lasciando una cicatrice la cui collocazione e la cui lunghezza dipende dall’importanza del rilasciamento cutaneo e dal tipo d’intervento scelto. L’incisione può essere verticale, longitudinale, lungo la faccia interna del braccio oppure orizzontale in una delle pieghe delle ascelle. I due tipi di incisione possono essere associati.
Lifting con incisione longitudinale
Questo intervento è indicato principalmente in caso di rilasciamento cutaneo importante con motivazioni chiaramente espresse: oltre al danno estetico (disagio ad indossare indumenti a maniche corte e ballottamento della cute) la motivazione è anche funzionale (disagio nella mobilità delle braccia che si può accompagnare a macerazione della cute della faccia interna del braccio). Una lipoaspirazione viene prima effettuata in presenza di un eccesso adiposo. La pelle in eccesso è in seguito resecata su misura a partire da un incisione longitudinale lungo la faccia interna del braccio. L’importanza e la topografia di questi eccessi debbono essere ricercati e disegnati preoperatoriamente con la collaborazione del/la paziente La durata dell’intervento è in media di un’ora e mezza; ma essa è variabile in rapporto all’ampiezza dei miglioramenti da apportare. Questo tipo d’intervento corregge efficacemente gli eccessi cutanei e adiposi anche importanti ma lascia una cicatrice verticale lungo la faccia interna delle braccia. Questa cicatrice anche se migliora progressivamente col tempo, resterà sempre visibile e difficilmente dissimulabile. Tenuto conto degli inconvenienti di questo tipo di lifting dal punto di vista cicatriziale si può proporre, se possibile, un intervento certamente meno ambizioso ma più accettabile dal punto di vista cicatriziale: si può trattare di un lifting con cicatrice in una delle pieghe dell’ascella oppure di una tecnica mista associando un’incisione a livello del solco ascellare ad un segmento verticale corto (almeno 10cm) della superfice interna del braccio. Lifting con incisione orizzontale
Questo tipo di intervento è indicato a pazienti portatori di lesioni meno importanti con un eccesso di grasso ed un rilasciamento cutaneo interessanti principalmente il terzo superiore del braccio. Si inizia con un’incisione unica, orizzontale, effettuata in una piega ascellare e dopo una lipoaspirazione se necessario si realizza in un secondo tempo l’asportazione della pelle in eccesso lungo la faccia interna del braccio. La sutura nella piega ascellare permette di adattare e tendere la pelle residua verso l’alto, nella regione ascellare. La durata di quest’intervento è di circa 1 ora. Quest’ultimo intervento essendo più leggero dell’altro tipo d’intervento è sempre effettuato ambulatorialmente sia in anestesia locale pura sia in anestesia vigile. Tecnica mista o tecnica combinata
È una sintesi dei due metodi precedenti di cui essa raggiunge un compromesso sia per quanto riguarda i vantaggi sia per quanto riguarda gli inconvenienti degli esiti cicatriziali. Questa tecnica associa un incisione orizzontale nella piega ascellare ad una incisione verticale corta di circa di 10 cm lungo il terzo superiore della faccia interna del braccio. In tutti i casi alla fine dell’intervento si realizza una medicazione compressiva utilizzando bende elastiche adesive oppure si fa indossare al paziente un corpetto compressivo.

DOPO L’INTERVENTO: LE SEQUELE POSTOPERATORIE

L’uscita avrà luogo in regola generale lo stesso giorno o all’indomani dell’intervento. Tra le sequele postoperatorie sono da annoverare le ecchimosi o un edema più o meno importante. Essi regrediscono dopo 10-20 giorni. Il dolore è in linea generale molto sopportabile con un trattamento adeguato. Il periodo di cicatrizzazione può essere un po’ sgradevole per la tensione che si esercita lungo il bordo della ferita: in questo periodo converrà evitare ogni movimento brusco. L’astensione necessaria dal lavoro terrà conto della natura dell’intervento e dal tipo di attività professionale. Un lavoro sedentario può essere ripreso dopo qualche giorno. L’attività sportiva può essere ripresa a partire dalla quarta settimana dopo l’intervento. La cicatrice è spesso arrossata nel corso dei primi 3 mesi; poi essa comincia a migliorare normalmente dopo il terzo mese e questo miglioramento continua nel corso dei due anni successivi. Questo processo di cicatrizzazione è in funzione delle proprietà intrinseche di ogni paziente. Essa dovrà essere protetta dal sole e dai raggi U.V nei primi 3 mesi

Il risultato

È apprezzato a partire dal sesto al dodicesimo mese dopo l’intervento. Conviene in effetti avere la pazienza di aspettare il tempo necessario per l’attenuazione della cicatrice. Si osserva più di sovente una buona correzione dell’eccesso adiposo e del rilasciamento cutaneo e ciò comporta un netto miglioramento della morfologia del braccio. Il miglioramento sul piano funzionale è ugualmente molto netto, soprattutto nel caso del lifting con incisione longitudinale. Le cicatrici sono abitualmente visibili soprattutto per quanto concerne la componente longitudinale, lungo la faccia interna del braccio che non può essere nascosta in una piega naturale o dissimulata dalle maniche corte. Grazie al perfezionamento delle tecniche di sutura e all’esperienza acquisita i risultati di questo intervento sono nettamente migliorati. Si tratta evidentemente di una chirurgia delicata per la quale il più grande rigore non mette al riparo da un certo numero di imperfezioni o complicazioni.

Le imperfezioni di un risultato

Di solito un lifting delle braccia correttamente indicato e realizzato consente di ottenere un risultato soddisfacente e conforme alle aspettative. Tuttavia non è infrequente che delle imperfezioni localizzate possono essere osservate senza che queste costituiscano delle vere e proprie complicanze. Queste imperfezioni riguardano la cicatrice che può essere troppo visibile. Soprattutto in caso di incisione eccessiva imposto alle suture, la cicatrice può presentare diversi aspetti antiestetici (iperpigmentazione, inspessimento, retrazione, aderenze o diastasi). Se da un lato le cicatrici migliorano col tempo esse non potranno mai sparire completamente. A questo riguardo non bisogna dimenticare che se è il chirurgo a realizzare la sutura la cicatrizzazione è fatta dal paziente. Bisogna aggiungere i casi di cicatrizzazione patologica quali: cicatrice ipertrofica o cheloidea, casi per i quali sarà necessario un trattamento specifico. I risultati della lipoaspirazione possono essere caratterizzate da un insufficiente correzione, da una leggera asimmetria residua oppure da piccole irregolarità della superfice. Queste imperfezioni del risultato sono in genere suscettibili di un trattamento complementare il piò di sovente efficace: piccoli ritocchi in anestesia locale semplice o approfondita. Tuttavia nessun reintervento è indicato prima che siano trascorsi 6 mesi dall’intervento.

Le complicazioni possibili

Il lifting della faccia interna del braccio anche se solitamente realizzato per motivazioni estetiche resta sempre un vero e proprio intervento chirurgico e ciò implica i rischi legati ad ogni atto chirurgico anche se minimi. Bisogna distinguere le complicazioni legate all’anestesia e quelle legate al gesto chirurgico. Per ciò che riguarda l’anestesia: nel corso della consultazione il medico anestesista stesso informerà il paziente dei rischi connessi all’anestesia stessa. Bisogna sapere che l’anestesia induce nell’organismo reazioni qualche volta imprevedibili più o meno facili da gestire: il fatto di essersi rivolti ad un anestesista di grande competenza, che esercita in un contesto generalmente chirurgico, comporta che i rischi a cui il paziente è esposto sono diventati statisticamente irrilevanti. In effetti le tecniche, i prodotti anestetici e le metodiche di sorveglianza hanno fatto enormi progressi negli ultimi 20 anni ed offrono una sicurezza ottimale, soprattutto quando l’intervento è realizzato presso strutture sanitarie idonee. Per ciò che riguarda il gesto chirurgico: se si sceglie un chirurgo plastico qualificato e competente esperto in questo tipo di intervento si limitano al massimo i rischi chirurgici senza tuttavia annullarli completamente. In effetti delle complicazioni possono sopraggiungere nel corso del lifting della faccia interna del braccio,che costituisce uno degli interventi più delicati della chirurgia plastica ed estetica. Bisogna citare: Complicazioni generali -Accidenti tromboembolici (flebite, embolia polmonare): anche se generalmente molto rari sono le più temibili. Delle misure preventive rigorose devono essere prese per minimizzare l’incidenza: alzarsi precocemente, eventuale trattamento anticoagulante. Complicazioni locali -la comparsa di un ematoma: di fatto assai rara può richiedere uno svuotamento per non rischiare di alterare secondariamente la qualità estetica del risultato. -la comparsa di una infezione: è favorita dalla prossimità di una piega naturale (sede naturale di popolazioni batteriche) e può essere prevenuta da un’igiene pre e postoperatoria rigorosa fino alla cicatrizzazione completa. Il suo trattamento può fare appello ad una prescrizione di antibiotici, e a seconda dei casi ad una ripresa chirurgica e all’apposizione di un drenaggio. Essa può qualche volta lasciare delle sequele antiestetiche. -gemizio linfatico persistente: è qualche volta osservato. Esso può complicarsi con un rigonfiamento che può necessitare di uno svuotamento mediante siringa, ma in genere si esaurisce spontaneamente senza sequele particolari. -un ritardo della cicatrizzazione è possibile: esso allunga le sequele operatorie - una necrosi cutanea è qualche volta osservata in linea generale limitata e localizzata. Sono in effetti rare. Esse sono molto più frequenti presso i fumatori, soprattutto se l’astensione dal fumo non è stata scrupolosamente rispettata. La prevenzioni di questa necrosi riposa su una corretta indicazione e sulla realizzazione di un gesto tecnico adatto e prudente evitando una tensione eccessiva sulle suture. -le alterazioni della sensibilità: segnatamente la riduzione della sensibilità della faccia interna del braccio può persistere anche se riapparirà normalmente dopo un’attesa che va dai 6 ai 12 mesi dall’intervento. Concludendo nella stragrande maggioranza dei casi questo intervento ben studiato preventivamente e correttamente realizzato dà un risultato molto apprezzabile nonostante le cicatrici siano inevitabili. Comunque non bisogna sopravvalutare i rischi ma prendere coscienza che questo intervento, anche se apparentemente semplice, comporta una piccola parte di rischi. Rivolgendosi ad un chirurgo plastico qualificato con la competenza e la formazione necessarie per evitare le complicazioni o per trattarle efficacemente si possono evitare spiacevoli sorprese.

Il contenuto di questa pagina è stato creato sulla base dei moduli informativi dell' "authority of the French Society of Plastic Reconstructive and Aesthetic surgery" (Société Française de Chirurgie Plastique Reconstructrice et Esthétique - SOFCPRE)