Lifting coscia

LIFTING DELLA FACCIA INTERNA DELLA COSCIA

Definizione, obbiettivi e principi

La pelle dell’interno delle cosce è sottile e le sue fibre elastiche fragili. Essa è perciò di sovente danneggiata dall’invecchiamento naturale o dalle variazioni di peso. Questo danno è spesso mal sopportato e la domanda di correzione è molto frequente. Al problema dell’eccesso della pelle si associa spesso il problema di un eccesso di grasso localizzato a questo livello. L’aumento del suo volume può diventare fastidioso durante la marcia a causa del ballottamento. Quando esiste un rilasciamento a livello della faccia interna delle cosce, una lipoaspirazione isolata non può essere sufficiente e solo se si mette in tensione la pelle è possibile correggere il difetto: questo è il lifting crurale o cruroplastica o lifting della faccia interna della coscia. L’intervento ha dunque lo scopo di ridurre la presenza di grasso con una lipoaspirazione ma nello stesso tempo di sopprimere l’eccesso cutaneo e sospendere solidamente la pelle restante al fine di tenderla efficacemente.

Prima dell'intervento

Un esame clinico minuzioso permetterà di scegliere il tipo di intervento più appropriato al singolo caso (scelta dell’incisione, opportunità o non di una lipoaspirazione associata…). Una informazione precisa su come si svolge l’intervento, sulle sequele post-operatorie e sul risultato sarà fatta nel corso della prima visita. La visita è molto importante perché essa permette al chirurgo di precisare quali sono i desideri esatti della paziente e di capire se la paziente accetterà la cicatrice residua. In effetti lo stesso caso può essere trattato con due operazioni differenti. Per esempio se la paziente desidera un risultato perfetto e non ha paura di avere le cicatrici visibili e se la stessa riferisce che ha una buona cicatrizzazione, potrà essere indicata una operazione con cicatrice verticale. In caso contrario si può preferire un risultato più modesto ma con la cicatrice ben mascherata nel solco gluteo. Come al solito è necessario un check-up preoperatorio. L’astensione dal fumo è vivamente raccomandata almeno un mese prima e un mese dopo l’intervento (il fumo può essere la causa di un ritardo della cicatrizzazione come pura di una necrosi). La sospensione degli eventuali contraccettivi può essere richiesta, soprattutto in caso di fattori di rischio associati (obesità, turbe della coagulazione, cattivo stato venoso). Nessun farmaco contenente aspirina dovrà essere assunto nei 10 giorni che precedono l’intervento. Una preparazione della pelle tipo lavaggio con sapone antisettico è abitualmente raccomandata la sera e il mattino dell’intervento. È fondamentale restare a digiuno (né mangiare né bere) 6 ore prima dell’intervento.

Tipi di anestesia e modalità di ricovero

Tipo di anestesia: il lifting della fascia interna delle cosce può essere effettuato in anestesia generale o in anestesia locale approfondita con tranquillanti somministrati per via endovenosa (anestesia “vigile”). Modalità di ricovero: la durata del ricovero è in media di 1-3 giorni secondo il caso.

Intervento

Ogni chirurgo ha una tecnica sua propria che adatta ad ogni caso per ottenere i migliori risultati. Tuttavia possiamo individuare dei principi di base comuni. Le tecniche moderne sono meno aggressive. Esse rispettano molto meglio l’architettura del tessuto e segnatamente i vasi linfatici e sanguigni. Questo permette di ridurre il tasso delle complicazioni. La quasi assenza di secrezione post operatoria permette di non utilizzare il drenaggio; questo rappresenta un grande confort per la paziente. Una lipoaspirazione deve essere associato se esiste un eccessivo accumulo di grasso nella regione. Dall’esaminazione della pelle dipendono tre possibili tipi di operazione:
Tecnica orizzontale pura: viene utilizzata quando l’eccesso in lunghezza della pelle è predominante. Si tratta di tirare la pelle verso l’alto come quando “si tira su un pantalone”. La cicatrice parte dalla piega inguinale; si prolunga nel solco tra il perineo e la parte superiore della faccia interna della coscia e continua indietro fino alla piega glutea dove si arresta. In questa tecnica la trazione è verticale. Per evitare che la cicatrice riscenda il chirurgo deve fissare la pelle n profondità al legamento situato in alto lungo la superfice interna della coscia.
Cicatrice verticale Tecnica verticale pura: Se l’eccesso in larghezza è predominante lo si tratta come “un restringimento di un pantalone”. La cicatrice verticale è situata lungo la superfice interna della coscia. Essa è più o meno lunga (dunque piò o meno visibile) a seconda dell’importanza dell’eccesso cutaneo. Essa può essere dunque limitato al terzo superiore della coscia e in questo caso essere molto discreta. Quando l’eccesso è importante, come per esempio dopo una perdita massiva di peso, essa può estendersi fino al ginocchio. Non c’è bisogno di fissare la pelle al legamento perché in questo caso la trazione è orizzontale.
Tecnica mista: Le due tecniche sono spesso associate in presenza dei due eccessi di pelle. Si ottiene in questo caso una cicatrice a “T” o a “L” invertite. La durata dell’intervento è in media di due ore. Essa è variabile in funzione del chirurgo e dell’ampiezza dei miglioramenti da apportare e può arrivare fino a quattro ore in caso di perdita massiva di peso. Alla fine dell’intervento si realizza una medicazione con l’aiuto di bende elastiche o meglio utilizzando una guaina per liposuzione.

Decorso post operatorio

L’uscita è autorizzata solitamente dopo 2-3 giorni dall’intervento. Nel decorso postoperatorio delle ecchimosi o un edema possono comparire. Essi regrediranno nel corso dei 10-20 giorni che seguono l’intervento. I dolori sono in generale sopportabili con un trattamento adattato al caso singolo. In ogni caso si tratta di una chirurgia poco invalidante che ostacola la deambulazione semplicemente a causa della topografia delle zone operata. La cicatrice è situata al fondo di un solco profondo nel quale c’è dell’umidità. La cicatrizzazione è dunque spesso un po’ più lunga. Durante questo periodo converrà evitare movimenti che comportano uno stiramento brutale come per esempio sedendosi. Bisogna prevedere un’astensione dal lavoro per 1-3 settimane in funzione della natura dell’attività professionale. La pratica dell’attività sportiva può essere ripresa progressivamente a partire dalla sesta settimana postoperatoria. La cicatrice è spesso rosata durante i primi 3 mesi poi essa migliora in generale dal terzo mese in poi e progressivamente per circa 1-3 anni. Essa non deve essere esposta né al sole né ai raggi UV prima di 3 mesi.

Il risultato

Esso non è apprezzabile se non a partire dal sesto o dal dodicesimo mese dopo l’intervento. Conviene in effetti avere la pazienza di aspettare il tempo necessario per l’attenuazione della cicatrice. Più frequentemente si osserva una buona correzione dell’eccesso adiposo e del rilasciamento della pelle, ciò che migliora sensibilmente la morfologia della coscia. Le cicatrici sono abitualmente molto discrete poiché esse sono in gran parte nascoste in una piega naturale e dissimulabili con delle sottovesti (salvo se l’associazione di una cicatrice verticale è stata necessaria). Tuttavia bisogna sapere che esse si attenuano molto col passare del tempo ma non spariscono mai completamente. Non bisogna dimenticare a questo riguardo che anche se è il chirurgo che realizza le suture la cicatrice è realizzata dal paziente. Lo scopo di questa chirurgia è di determinare un miglioramento e non c’è da attendersi la perfezione. Si tratta di una chirurgia delicata per la quale il più grande rigore non mette in alcun modo al riparo ad un cero numero di imperfezioni o di complicazioni.

Le imperfezioni di un risultato

Più soventemente un lifting della faccia interna della coscia, correttamente realizzato, rende un reale servigio ai pazienti che ottengono un risultato soddisfacente e conforme alle attese. Pur tuttavia non è raro che delle imperfezioni localizzate siano osservate senza che queste costituiscano delle reali complicazioni:
-queste imperfezioni riguardano la cicatrice che può essere un po’ troppo visibile, colorata, allargata oppure aderente. Le cicatrici sono esposte agli imprevisti di ogni processo di cicatrizzazione con il rischio di una evoluzione ipertrofica che può allora necessitare di taluni trattamenti specifici. In caso di tensione eccessiva imposta alle suture, si può osservare un abbassamento o una vera e propria migrazione verso il basso della cicatrice,ciò che espone allora al rischio di trazione sulla vulva -i risultati della lipoaspirazione: possono essere caratterizzati da una insufficiente correzione, da una leggera asimmetria residua o da piccole irregolarità della superfice. Questa imperfezione del risultato sono in genere suscettibili di un trattamento complementare: piccoli “ritocchi” chirurgici realizzati in anestesia locale o in anestesia locale approfondita, ma non prima del sesto mese postoperatorio.

Le complicazioni possibili

Un lifting della faccia interna delle cosce, anche se realizzata per motivi essenzialmente estetici, è sempre un vero e proprio intervento chirurgico e questo implica i rischi legati a questo atto medico, anche se minimi. Tuttavia delle complicazioni possono sopraggiungere. Queste ultime possono essere legate all’anestesia oppure al gesto chirurgico. Per ciò che riguarda l’anestesia: nel corso della consultazione il medico anestesista stesso informerà il paziente dei rischi connessi all’anestesia stessa. Bisogna sapere che l’anestesia induce nell’organismo reazioni qualche volta imprevedibili più o meno facili da gestire: il fatto di essersi rivolti ad un anestesista di grande competenza, che esercita in un contesto generalmente chirurgico, comporta che i rischi a cui il paziente è esposto sono diventati statisticamente irrilevanti. In effetti le tecniche, i prodotti anestetici e le metodiche di sorveglianza hanno fatto enormi progressi negli ultimi 20 anni ed offrono una sicurezza ottimale, soprattutto quando l’intervento è realizzato presso strutture sanitarie idonee. Per ciò che riguarda il gesto chirurgico: se si sceglie un chirurgo plastico qualificato e competente esperto in questo tipo di intervento si limitano al massimo i rischi chirurgici senza tuttavia annullarli completamente. In effetti delle complicazioni possono sopraggiungere nel decorso di un lifting della faccia interna delle cosce, che costituisce uno degli interventi più delicati della chirurgia plastica ed estetica. Tra le complicazioni possibili bisogna citare:
-Gli accidenti tromboembolici (flebite, embolia polmonare): anche se generalmente molto rari sono le più temibili. Delle misure preventive rigorose devono essere prese per minimizzare l’incidenza: alzarsi precocemente, eventuale trattamento anticoagulante.
-la comparsa di un ematoma: di fatto assai rara può richiedere uno svuotamento per non rischiare di alterare secondariamente la qualità estetica del risultato.
-la comparsa di una infezione: è favorita dalla vicinanza con gli orifizi naturali (casa dei microbi) ed è prevenuta con un igiene postoperatoria rigorosa fino alla cicatrizzazione completa. Il suo trattamento può fare appello alla prescrizione di antibiotici e a seconda dei casi ad un eventuale drenaggio chirurgico. Essa può lasciare qualche volta delle sequele antiestetiche.
-si osserva a partire dall’ottavo giorno dall’intervento la comparsa di un sieroma legato ad una trasudazione di linfa. La compressione ed il riposo sono il migliore modo per prevenirla. Qualche volta sono necessari degli svuotamenti mediante punture.
-un ritardo della cicatrizzazione è possibile: esso allunga le sequele operatorie
-una necrosi cutanea è qualche volta osservata in linea generale limitata e localizzata. Sono in effetti rare. Esse sono molto più frequenti presso i fumatori, soprattutto se l’astensione dal fumo non è stata scrupolosamente rispettata. La prevenzioni di questa necrosi riposa su una corretta indicazione e sulla realizzazione di un gesto tecnico adatto e prudente evitando una tensione eccessiva sulle suture.
-le alterazioni della sensibilità: segnatamente la riduzione della sensibilità della parte superiore della faccia interna della coscia può persistere anche se riapparirà normalmente dopo un’attesa che va dai 6 ai 12 mesi dall’intervento.
Concludendo nella stragrande maggioranza dei casi questo intervento ben studiato preventivamente e correttamente realizzato dà un risultato molto apprezzabile nonostante le cicatrici siano inevitabili. Comunque non bisogna sopravvalutare i rischi ma prendere coscienza che questo intervento, anche se apparentemente semplice, comporta una piccola parte di rischi. Rivolgendosi ad un chirurgo plastico qualificato con la competenza e la formazione necessarie per evitare le complicazioni o per trattarle efficacemente si possono evitare spiacevoli sorprese.

Il contenuto di questa pagina è stato creato sulla base dei moduli informativi dell' "authority of the French Society of Plastic Reconstructive and Aesthetic surgery" (Société Française de Chirurgie Plastique Reconstructrice et Esthétique - SOFCPRE)