LIPOFILLING

REINIEZIONE DI GRASSO AUTOLOGO O LIPOSTUTTURA

Definizione, obiettivi e principi

Da quando le prime lipoaspirazioni sono state realizzate, i chirurghi plastici hanno avuto l'idea di riutilizzare il grasso estratto e di iniettarlo in altri distretti del corpo come materiale di riempimento. Questa tecnica di re-iniezione del grasso autologo, chiamata lipofilling, si è dimostrata per molto tempo poco efficace: il grasso reiniettato aveva la tendenza a riassorbirsi in una percentuale importante, rendendo così i risultati aleatori ed effimeri. Nonostante ciò i chirurghi plastici non si sono arresi a questi primi insuccessi ed hanno tentato di capirne la causa. A poco a poco i risultati sono migliorati, ma è soprattutto a partire dal 1995 che questo intervento, chiamato ora lipostruttura, è diventato un metodo realmente affidabile. Il principio è la realizzazione di un vero e proprio autotrapianto di cellule adipose attraverso la reinezione del grasso prelevato dallo stesso paziente. La lipostruttura può applicarsi su un grande numero di depressioni (vuoti) naturali, post traumatiche o iatrogene.

Si possono riassumere gli obiettivi e le indicazioni dell'intervento nel modo seguente:

LE INDICAZIONI DI ORDINE ESTETICO

  • Il riempimento e l'attenuazione di certe rughe, segnatamente a livello del viso.
  • La restaurazione della magrezza di un viso smagrito o nel corso dei primi stadi dell'invecchiamento facciale. Si tratta in particolare della restaurazione di un viso emaciato per l'invecchiamento.
  • Un riempimento associato a certi lifting cervico-facciali per migliorare l'armonia del viso.
  • Secondariamente, dopo un primo lifting, per migliorare l'armonia del terzo medio del viso senza dover ricorrere ad un nuovo lifting.
  • La correzione di irregolarità  secondarie ad una lipoaspirazione.
  • Il rimodellamento della silhouette, chiamato liporimodellamento: esso consiste nel prelevare del grasso in una zona dove è in eccesso (culotte de cheval per esempio) per reimpiantarlo in una zona dove il volume manca (parte alta della natica per esempio).

LE INDICAZIONI IN CHIRURGIA PLASTICA RICOSTRUTTIVA

  • Il riempimento di una depressione tissutale conseguente ad un traumatismo
  • La correzione di riassorbimento del tessuto adiposo dopo triterapia nei pazienti HIV +
  • Il miglioramento estetico dei riultati di ricostruzione mammaria dopo l'asportazione della ghiandola mammaria o dopo l'apposizione di un impianto mammario

PRIMA DELL'INTERVENTO

Bisogna praticare uno studio minuzioso, clinico e fotografico delle correzioni da apportare. In particolare in caso di lipostruttura per ringiovanimento facciale bisognerà  avere studiato, su delle fotografie dello stesso soggetto quando era giovane e compararle a quelle dello stato attuale, le modalità  dell'invecchiamento. Un bilancio preoperatorio verrà  effettuato come d'abitudine. Il fumo non costituisce una controindicazione assoluta ma l'astensione da esso almeno un mese prima dell'intervento è raccomandata tenendo conto dell'incidenza nefasta dello stesso sulla cicatrizzazione. Nessuna medicina contenente asprina o antiflogistici dovrà  essere assunta nel corso dei 10 giorni che precedono l'intervento.

TIPO DI ANESTESIA E MODALITA DI RICOVERO

La lipostuttura è abitualmente realizzata in anestesia locale con sedazione (anestesia vigile). Si può anche fare ricorso all'anestesia locale pura o all'anestesia generale. La scelta tra queste differenti tecniche è il frutto di un colloquio tra il medico, il paziente e l'anestesista.
Questa chirurgia è più di sovente realizzata ambulatoriamente. L'entrata e l'uscita si fanno lo stesso giorno.

L'INTERVENTO

Ogni chirurgo utilizza una tecnica sua propria che egli adatta ad ogni caso per ottenere i migliori risultati. Tuttavia si possono fissare dei principi base comuni:
Si comincia a procedere ad un reperimento preciso delle zone "donatrici" del grasso e delle zone "riceventi". Il prelevamento del tessuto adiposo è effettuato in modo atraumatico attraverso delle microincisioni indovate nelle pieghe. Si sceglierà  nello stesso tempo una zona nascosta dove esisteva già  una riserva oppure un accesso di tessuto adiposo. Si procederà  ad una centrifugazione di qualche minuto in maniera da separare le cellule adipose intatte, che saranno trapiantate dagli elementi che non saranno trapiantabili. La reinezione del tessuto adiposo si fa a partire da un incisione di 1 mm con l'aiuto di microcannule. Si procede in seguito all'iniezione di microparticelle di grasso in differenti piani secondo delle direzioni multiple e divergenti al fine di aumentare le superfici di contatto tra le cellule impiantante e il tessuto ricevente; questo procedimento migliora la sopravvivenza delle cellule adipose trapiantate. Poichè si tratta di un vero e proprio trapianto di cellule viventi e sotto riserva che la tecnica sia buona e l'attecchimento dell'innesto effettivo, le cellule così trapiantate rimarranno vive in seno all'organismo. Questo comporta che la tecnica di liposcultura è una tecnica definitiva poichè le cellule adipose così trapiantate vivranno per molto tempo come le cellule che si trovano attorno ad esse. La durata dell'intervento è in funzione della quantità  di grasso da reiniettare e dal numero delle zone riceventi da trattare. Essa può variare da 30 min a 2 ore.

DOPO L'INTERVENTO: LE SEQUELE POST OPERATORIE

Il dolore postoperatorio è in linea generale poco importante. Un rigonfiamento dei tessuti (edema) può apparire nelle 48 ore successive l'intervento e impiegherà  circa 5-15 giorni per riassorbirsi. Delle ecchimosi possono presentarsi nelle prime ore postoperatorie a livello delle zone dove è stato reiniettato il grasso autologo; esse si riassorbiranno in un periodo di circa 10-20 giorni. Si consiglia di non esporre le zone trattate ai raggi UV del sole per almeno 4 settimane per prevenire il rischio di pigmentazione definitiva. In seguito alla risoluzione delle ecchimosi e dell'edema il risultato incomincerà  a diventare apprezzabile in periodo che varia dalle 2 alle 3 settimane dopo l'intervento.

IL RISULTATO

Il risultato definitivo è apprezzabile dopo un periodo di circa 3-6 mesi dall'intervento. Il risultato sarà  più che soddisfacente soprattutto quando la tecnica utilizzata sarà  quella corretta: le depressioni sono di regola colmate e i volumi restaturati. Esiste una differenza variabile che va dal 20% al 40% tra la quantità  di grasso iniettato e la quantità  di grasso che ha attecchito. Il medico ne deve tenere conto per valutare la possibilità  di un reintervento. Bisogna sapere che il grasso reiniettato che ha attecchito, in quanto innesto grassoso, è sensibile in futuro alle variazioni ponderali, dunque in caso di dimagrimento o di aumento di peso le regioni trattate si accresceranno o diminuiranno il loro volume.

LE IMPERFEZIONI DEL RISULTATO

Noi abbiamo visto che, più di sovente una lipostruttura correttamente indicato ha reso un reale servigio al paziente consentendogli di ottenere un risultato soddisfacente e conforme alle attese. In qualche caso delle imperfezioni localizzate possono essere osservate (senza che esse costituiscano delle reali complicazioni): ipo-correzioni localizzate, asimmetrie leggere, irregolarità. Esse sono in generale accessibili ad un trattamento complementare: piccolo ritocco di lipostruttura in anestesia locale pura a partire del sesto mese dopo l'intervento; piccolo ritocco di cui il paziente dovrà  essere preventivamente avvertito e che ha lo scopo di perfezionare il risultato.

LE COMPLICAZIONI POSSIBILI

Una lipostruttura, anche se realizzata per motivazioni puramente estetiche, è un vero e proprio intervento chirurgico, il quale come ogni altro comporta sempre dei rischi. Possiamo distinguere tra complicazioni estetiche, complicazioni chirurgiche e quelle derivanti dall'anestesia. Per ciò che riguarda l'anestesia: nel corso della consultazione il medico anestesista stesso informerà il paziente dei rischi connessi all'anestesia stessa. Bisogna sapere che l'anestesia induce nell'organismo reazioni qualche volta imprevedibili più o meno facili da gestire: rivolgendosi ad un anestesista di grande competenza, che esercita in un contesto generalmente chirurgico, comporta che i rischi a cui il paziente è esposto sono diventati statisticamente irrilevanti. In effetti le tecniche, i prodotti anestetici e le metodiche di sorveglianza hanno fatto enormi progressi negli ultimi 20 anni ed offrono una sicurezza ottimale, soprattutto quando l'intervento è realizzato presso strutture sanitarie idonee. Per ciò che riguarda il gesto chirurgico: scegliendo un chirurgo qualificato e competente, esperto in questo tipo di intervento, si limitano al massimo questi rischi senza tuttavia annullarli completamente. In effetti le vere complicazioni sono rare dopo una lipostruttura di qualità. Un grande rigore nello stabilire l'indicazione e nella realizzazione dell'intervento deve, in pratica, assicurare una prevenzione efficace e reale poichè le cannule smusse rispettano la pelle, i vasi e i nervi. L'infezione è normalmente evitata grazie alla prescrizione di un trattamento per-operatorio o post-operatorio. La complicazione più frequente dopo una lipostruttura consiste in una ipercorrezione che può essere legata alla reiniezione di una quantità  eccessiva di grasso che si traduce in un eccesso di volume che può risultare antiestetico. Una tale ipercorrezione diventa spesso permanente e il suo trattamento è spesso delicato poichè non si può realizzare in linea generale una semplice lipoaspirazione: il più sovente, in effetti, solo un intervento con una vera e propria exeresi chirurgica del grasso in eccesso è in grado di assicurare una correzione di una tale ipercorrezione. Riassumendo non bisogna sottovalutare i rischi ma semplicemente prendere coscienza che si tratta di un intervento chirurgico e ciò comporta sempre una piccola percentuale di rischi. Solo rivolgendosi ad un chirurgo plastico qualificato questi rischi si possono ridurre al minimo.

Il contenuto di questa pagina è stato creato sulla base dei moduli informativi dell' "authority of the French Society of Plastic Reconstructive and Aesthetic surgery"