Mastopessia o ptosi mammaria

Abbassamento e distensione della pelle che ricopre il seno.

Definizione

Per ptosi mammaria si intende un abbassamento ed una distensione della pelle che lo ricopre. Il seno si trova in una posizione troppo bassa ed è molto frequentemente appiattito nella sua parte superiore. La ptosi può manifestarsi naturalmente, ma nella maggior parte dei casi si manifesta dopo un dimagrimento importante o dopo una gravidanza con l’allattamento. Essa può essere isolata (ptosi pura) o associata a ipertrofia mammaria. All’inverso può presentarsi una ptosi anche nel contesto di un seno piccolo (ipotrofia mammaria).

Obiettivi

Lo scopo dell’intervento è quello di spostare il capezzolo e l’areola in una posizione ottimale, tendere la ghiandola mammaria e rimuovere l’eccesso di cute per ottenere un seno più sodo e con una forma più armoniosa.

Principi

L’operazione consiste nel rimodellare il seno agendo sul rivestimento cutaneo e sulla ghiandola stessa. La ghiandola viene concentrata e sistemata nella corretta posizione. Bisogna riadattare in seguito il rivestimento cutaneo e ciò comporta l’asportazione della pelle in eccesso in modo da assicurare una buona tenuta e una bella forma al nuovo seno. Questi gesti consentono di riposizionare la mammella e l’areola in una posizione corretta. Le incisioni sulla cute vengono suturate causando delle cicatrici. Quando la ptosi è molto severa, le cicatrici hanno una forma a T rovesciata con una cicatrice peri-areolare tra la cute bruna e quella bianca, una cicatrice verticale che scende dall’areola verso il solco sottomammario ed una orizzontale (proporzionale al grado della ptosi). Quando la ptosi è più leggera, può essere utilizzato un metodo con un'unica cicatrice verticale, evitando così le cicatrici orizzontali nel solco sottomammario e lasciando solamente la cicatrice peri-areolare e quella veticale. Nei casi di una ptosi molto lieve, è possibile usare una tecnica la quale consente li lasciare solamente una cicatrice peri-areolare. In fine quando la ptosi è associata ad una ipotrofia del seno (volume ridotto), può essere opportuno mettere in sede una protesi mammaria per ridare al seno un volume soddisfacente. In questo caso la quantità della pelle asportata è meno importante e le cicatrici di conseguenza risultano più corte. In alcuni casi è possibile asportare l’eccesso di pelle solo attorno all’areola e di limitare la cicatrice unicamente a un cerchio peri-areolare. Una mastoplastica può essere eseguita alla fine dell’adolescenza quando il processo di accrescimento è terminato. Un ulteriore gravidanza o allattamento è possibile ma bisogna aspettare un minimo di 6 mesi dopo l’intervento.

Prima dell'ntervento

Un check-up preoperatorio è effettuato in accordo con le raccomandazioni dei chirurghi. Oltre agli esami preoperatori usuali è prescritto anche un bilancio radiologico (mammografia,ecografia). L’astensione dal fumo è vivamente raccomandata almeno un mese prime e un mese dopo l’intervento. Infatti il tabacco può essere la causa di un ritardo della cicatrizzazione. Inoltre nessun farmaco contraccettivo deve essere assunto, soprattutto in casi di rischi associati (obesità, cattivo stato delle vene, turbe della coagulazione). Nessun medicamento contenente aspirina e nessun antiflogistico dovrà essere usato nel corso dei 10 giorni che precedono l’intervento.

Tipi di anestesia e modalità di ricovero

L’intervento di mastopessia è normalmente effettuata in anestesia generale e richiede solitamente 1 o al massimo 2 giorni di ricovero.

L'intervento

Ogni chirurgo adotta una tecnica sua propria che adatta a ogni caso per ottenere i migliori risultati. In ogni caso esistono dei principi comuni. In funzione del chirurgo l’intervento può durare da un ora e trenta a tre ore. Alla fine dell’intervento viene confezionata una medicazione modellante con delle bende elastiche in forma di reggiseno, oppure può essere usato un apposito reggiseno preconfezionato.

Dopo l'intervento: il decorso post operatorio

Nel periodo postoperatorio in generale non ci sono dolori importanti; si possono semmai assumere dei semplici antalgici. Un rigonfiamento (edema) e delle ecchimosi (blu) dei seni insieme ad un fastidio durante l’elevazione delle braccia sono frequentemente osservati. La prima medicazione è rimossa dopo 24-48 ore e sostituita con una medicazione più leggera o con un reggiseno appropriato. La dimissione dalla casa di cura è fatta dopo 24-48 ore dall’intervento e la paziente dovrà sottoporsi a una nuova visita di controllo dopo 2 o 3 giorni. La paziente dovrà usare un reggiseno che assicuri una buona contenzione. Si consiglia di indossare questo reggiseno per circa 1 mese (notte e giorno) durante il decorso postoperatorio. I punti di sutura, se non riassorbibili vengono asportati nel decimo giorno seguente l’intervento. È opportuno prevedere una convalescenza e un’astensione dal lavoro di 7-10 giorni. Si consiglia di aspettare da 1 a 2 mesi prima di riprendere l’attività sportiva.

Il risultato

Può essere giudicato solo dopo un anno dall’intervento. Il seno solo allora avrà una forma armoniosa e naturale, simmetrica o molto vicina alla simmetria. Al di là del miglioramento locale questo intervento in generale ha una ripercussione favorevole sull’equilibrio del seno, la pratica degli sport, la possibilità di vestirsi e lo stato psicologico. Conviene soltanto di avere la pazienza di aspettare il tempo necessario per l’attenuazione delle cicatrici. Il seno operato rimane naturale e sensibile e risponde normalmente alle variazioni ormonali e ponderali. Lo scopo di questa chirurgia è quello di apportare un miglioramento e non ci si può attendere la perfezione ; il risultato ottenuto,nella grande maggioranza dei casi, dà una grande soddisfazione.

Le imperfezioni di un risultato

Si tratta essenzialmente delle cicatrici che sono oggetto di un’attenta osservazione: è frequente che esse prendano un aspetto rosato e gonfio nel corso del 2° e del 3° mese dopo l’intervento. Dopo esse progressivamente migliorano fino a diventare con il tempo poco visibili. Qualche volta però le cicatrici possono essere slargate, biancastre o al contrario iperpigmentate. Per ciò che riguarda le cicatrici bisogna sapere che, anche se migliorano progressivamente con il tempo, esse non scompariranno mai completamente. A questo riguardo non bisogna dimenticare che se è il chirurgo che realizza le suture la cicatrice è in realtà fatta dalla paziente. Qualche volta può persistere una asimmetria dei seni, che riguarda sia il volume sia l’altezza sia la taglia o l’orientamento delle areole. In tutti i casi una correzione chirurgica secondaria può essere effettuata ma conviene aspettare almeno 1-2 anni.

Le complicazioni possibili

Una plastica, anche se realizzata per motivi essenzialmente estetici, è sempre un vero e proprio intervento chirurgico e questo implica i rischi legati a questo atto medico, anche se minimi. Tuttavia delle complicazioni possono sopraggiungere. Queste ultime possono essere legate all’anestesia oppure al gesto chirurgico. Per ciò che riguarda l’anestesia: nel corso della consultazione il medico anestesista stesso informerà il paziente dei rischi connessi all’anestesia stessa. Bisogna sapere che l’anestesia induce nell’organismo reazioni qualche volta imprevedibili più o meno facili da gestire: il fatto di essersi rivolti ad un anestesista di grande competenza, che esercita in un contesto generalmente chirurgico, comporta che i rischi a cui il paziente è esposto sono diventati statisticamente irrilevanti. In effetti le tecniche, i prodotti anestetici e le metodiche di sorveglianza hanno fatto enormi progressi negli ultimi 20 anni ed offrono una sicurezza ottimale, soprattutto quando l’intervento è realizzato presso strutture sanitarie idonee. Per ciò che riguarda il gesto chirurgico: se si sceglie un chirurgo plastico qualificato e competente esperto in questo tipo di intervento si limitano al massimo i rischi chirurgici senza tuttavia annullarli completamente.
Per tanto malgrado la loro rarità il paziente deve conoscere i rischi possibili:
- Infezione: può essere trattata con drenaggio e l’uso di antibiotici
- Ematomi: sono rari, possono essere drenati
- Necrosi ghiandolare localizzata: si osserva raramente con le tecniche moderne ; può causare un ritardo nel normale processo di guarigione(il rischio è accresciuto nell’intossicazione tabagica).
- Alterazioni della sensibilità (solitamente del capezzolo): possono verificarsi raramente ;la sensibilità riappare naturalmente dopo un periodo che può variare dai 6 a 18 mesi.
- Cicatrici ipertrofiche o cheloidi: possono compromettere il risultato estetico finale e richiedono l’uso di specifici e lunghi trattamenti.
Concludendo nella stragrande maggioranza dei casi questo intervento ben studiato preventivamente e correttamente realizzato da un risultato molto apprezzabile nonostante le cicatrici siano inevitabili. Comunque non bisogna sopravvalutare i rischi ma prendere coscienza che questo intervento, anche se apparentemente semplice, comporta una piccola parte di rischi. Rivolgendosi ad un chirurgo plastico qualificato con la competenza e la formazione necessarie per evitare le complicazioni o per trattarle efficacemente si possono evitare spiacevoli sorprese.

Il contenuto di questa pagina è stato creato sulla base dei moduli informativi dell' "authority of the French Society of Plastic Reconstructive and Aesthetic surgery" (Société Française de Chirurgie Plastique Reconstructrice et Esthétique - SOFCPRE)