Otoplastica

Chirurgia dei padiglioni auricolari (orecchie a sventola)

Definizione, obiettivi e principi

otoplastica La correzione dei padiglioni auricolari (orecchie a sventola) richiede una procedura chirurgica chiamata “otoplastica”, che ha come scopo il rimodellamento dei padiglioni auricolari. La chirurgia è realizzata su entrambi i padiglioni auricolari ma può essere realizzata anche unilateralmente. Un otoplastica corregge le anormalità delle cartilagini auricolari che sono la causa dell’aspetto prominente dei padiglioni auricolari. Schematicamente possiamo distinguere tre tipi di anormalità: Angolo eccessivamente aperto tra l’orecchio e il cranio che porta alla protuberanza (valgus helix). Dimensioni eccessive della cartilagine della conca la quale proietta in avanti l’orecchio aumentandone così l’aspetto protuberante (ipertrofia della conca). Un difetto nelle normali plicature della cartilagine che da origine ad un orecchio senza pieghe, caratterizzato da una superficie troppo liscia (assenza della plica dell’antelice). La chirurgia, riassumendo, corregge queste anormalità, ridando una forma idonea alle cartilagini auricolari. Il fine di questo intervento è quello di ottenere un buon posizionamento, una corretta simmetria e dare una morfologia naturale ai padiglioni auricolari. Un otoplastica può essere effettuata su un adulto, su un teenager o nella maggior parte dei casi all’età di 6-7 anni, quando il paziente solitamente inizia a “lamentarsi” per il suo aspetto.

Prima dell'intervento

otoplastica Un meticoloso esame clinico dei padiglioni auricolari sarà realizzato dal chirurgo stesso per determinare la metodica da realizzare. Solitamente viene effettuata una valutazione preoperatoria seguendo le prescrizioni. Nessuna medicina contenente aspirina o antiflogistici dovrà essere presa nei dieci giorni precedenti all’intervento. A seconda del tipo di anestesia può essere richiesto dall’anestesista un digiuno (né acqua, né cibo) nelle 6 ore antecedenti l’intervento. È richiesto un accurato lavaggio dei capelli almeno 24 ore prima dell’intervento.

Tipi di anestesia e modalità di ricovero

Tipi di anestesia:
-Anestesia locale
-Anestesia locale con tranquillanti iniettati per via endovenosa
-Anestesia generale classica
La scelta tra queste tecniche di anestesia verrà presa dopo un colloquio tra il paziente, il chirurgo e l’anestesista.
Modalità di ricovero:
il paziente sarà dimesso lo stesso giorno dell’intervento dopo qualche ora d’osservazione e di riposo. Tuttavia in alcuni casi si può richiedere un ricovero di 24 ore (si entra in clinica alla mattina e si esce il giorno dopo l’intervento).

L'intervento

otoplastica otoplastica Ogni chirurgo ha una tecnica sua propria che adatterà ad ogni caso per ottenere i migliori risultati. Tuttavia si possono distinguere dei principi base: Incisioni sulla pelle: solitamente si effettuano nella piega retro-auricolare naturale. Qualche volta però l’intervento può richiedere alcune incisioni complementari nella parte anteriore dell’orecchio sempre nascoste tra le pieghe naturali della zona.
Dissezione: La pelle sarà “scollata” per permettere al chirurgo di raggiungere il tessuto cartilagineo. Rimodellamento della cartilagine auricolare: il principio fondamentale di questo tipo di chirurgia è quello di creare o di migliorare i “rilievi” dei padiglioni auricolari assottigliandoli e/o piegando le strutture cartilaginee, le quali richiedono l’uso di punti di sutura profondi e sottili. Qualche volta la cartilagine può essere incisa e parzialmente rimossa se indicato. In fine i padiglioni auricolari sono quindi posizionati nella posizione ottimale in relazione al cranio e ancorate grazie all’uso di punti di sutura profondi.

Decorso post operatorio

Il dolore è solitamente moderato, ma se mal sopportato può essere indicato l’uso di analgesici o anti-infiammatori. In caso di dolore persistente si può consultare il chirurgo o un membro della sua equipe. La prima grande medicazione è rimossa dopo un periodo che può variare dai 2 ai 5 giorni successivi all’intervento e sarà rimpiazzata da una più leggera che dovrà essere tenuta per qualche altro giorno. Durante il primo periodo postoperatorio può apparire un ecchimosi e/o un edema (rigonfiamento). Questo non dovrebbe preoccupare il paziente, poiché sono effetti transitori che non influenzeranno il risultato finale dell’intervento. Una fascia protettiva di contenimento dovrà essere usata il giorno e la notte che seguono l’intervento. Per i successivi 15 giorni è consigliato l’uso di questa fascia solo la notte. Durante questo periodo andrà evitata qualsiasi tipo di attività sportiva.

Il risultato

Il risultato sarà apprezzabile dopo 1-2 mesi dall’intervento (Il tempo necessario per il riassorbimento dell’edema postoperatorio). Dopo questo periodo le cicatrici saranno ancora rosse e indurite e richiederanno qualche mese in più per ritornare ad una tonicità normale. Questa procedura chirurgica sarà nella maggior parte dei casi molto efficiente nella correzione delle anormalità dei padiglioni auricolari, in quanto permette di rimodellare questi ultimi dando loro un buon posizionamento, un corretto orientamento, delle pieghe naturali, delle dimensioni normali ed una naturale simmetria. Nella stragrande maggioranza dei casi il risultato è da considerare definitivo. Qualche volta però una ricomparsa della protuberanza di uno o di tutti e due i padiglioni auricolari è possibile. Questo richiede un secondo intervento (un ritocco) molto meno invasivo del primo per poter correggere l’inestetismo. Riassumendo questo intervento in generale permette di correggere la forma antiestetica dei padiglioni auricolari in modo ottimale migliorando inoltre la condizione psicologica del paziente.

Le imperfezioni di un risultato

Possono apparire a causa di una retrazione inaspettata dei tessuti o a causa di un processo di cicatrizzazione inusuale. Potremmo notare così una leggera asimmetria dei padiglioni auricolari, qualche irregolarità delle pieghe auricolari, una plica troppo acuta della cartilagine, il restringimento del meato acustico. Tutte queste piccole imperfezioni non saranno visibili ad altre persone ma saranno comunque corretti per perfezionare il risultato finale in anestesia locale.

Le complicazioni possibili

Anche se effettuato per ragioni puramente estetiche, l’otoplastica rappresenta un vero e proprio intervento chirurgico con gli stessi rischi di qualsiasi altro intervento chirurgico. Dobbiamo distinguere tra le complicazioni legate all’anestesia e quelle legate al gesto chirurgico. Per ciò che riguarda l’anestesia: nel corso della consultazione il medico anestesista stesso informerà il paziente dei rischi connessi all’anestesia stessa. Bisogna sapere che l’anestesia induce nell’organismo reazioni qualche volta imprevedibili più o meno facili da gestire: il fatto di essersi rivolti ad un anestesista di grande competenza, che esercita in un contesto generalmente chirurgico, comporta che i rischi a cui il paziente è esposto sono diventati statisticamente irrilevanti. In effetti le tecniche, i prodotti anestetici e le metodiche di sorveglianza hanno fatto enormi progressi negli ultimi 20 anni ed offrono una sicurezza ottimale, soprattutto quando l’intervento è realizzato presso strutture sanitarie idonee. Per ciò che riguarda il gesto chirurgico: se si sceglie un chirurgo plastico qualificato e competente esperto in questo tipo di intervento si limitano al massimo i rischi chirurgici senza tuttavia annullarli completamente. Considerando le possibili complicazioni, possiamo elencare:
-Emorragia post chirurgica
-Infezione
-Necrosi della pelle
-Cicatrici anormali
Tutti questi rischi considerati non dovranno essere sopravvalutati ma bisogna avere la consapevolezza che, qualsiasi intervento chirurgico anche se apparentemente semplice comporta sempre dei rischi.

Il contenuto di questa pagina è stato creato sulla base dei moduli informativi dell' "authority of the French Society of Plastic Reconstructive and Aesthetic surgery" (Société Française de Chirurgie Plastique Reconstructrice et Esthétique - SOFCPRE)